Dom. Lug 21st, 2019

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Passaggi a livello killer, due morti nel napoletano. Eliminiamoli

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Un'auto è stata travolta da un treno in corsa nel napoletano: una donna è deceduta sul colpe mentre la sorella, rimasta inizialmente gravemente ferita è morta nel pomeriggio, dopo il ricovero in ospedale. L’incidente si è verificato poco dopo le 9.30 a Somma Vesuviana nei pressi della stazione della Circumvesuviana di Rione Trieste, in via Persici sulla linea Ottavio-Sarno. La prima vittima si chiamava Maria Annunziata ed aveva 58 anni ed era alla guida dell'auto, Fiat 500, travolta dal convoglio del treno Circumvesuviana. La sorella Grazia, 53 anni è morta poco dopo il ricovero: le due donne hanno attraversato il passaggio non custodito ma dotato di segnalatore acustico-ottico di via Persici, incrociando un treno che collega Sarno a Napoli, in marcia verso il capoluogo campano, che aveva appena lasciato la stazione di Ottaviano. Secondo la ricostruzione effettuata dai Vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto la Fiat 500 sulla quale viaggiavano le due donne si sarebbe trovata sui binari, per motivi non ancora accertati, quando è sopraggiunto il treno. Maria che guidava la vettura, è stata balzata fuori dall’abitacolo ed è deceduta sul posto mentre la sorella, che era seduta sul sedile lato passeggero è rimasta incastrata tra le lamiere. È stato necessario l’intervento dei pompieri affinché fosse liberata e trasportata presso l’ospedale civile di Nola dove poche ore più tardi è deceduta. Altri incidenti gravi sono avvenuti nello stesso passaggio a livello: nel pomeriggio dell'1 luglio del 2003 un uomo di 43 anni, Mauro Mavilla, commerciante di stoffe, morì mentre stava attraversando il passaggio a livello a bordo della sua auto, una Bmw cabrio. L'uomo, finito in quel posto dopo aver sbagliato strada, non si accorse dell'imminente arrivo del treno, nonostante fossero stati attivati prima del passaggio del convoglio la campanella ed il semaforo. Anche quel giorno come oggi, sottolinearono i responsabili della Circumvesuviana, erano in funzione gli impianti di segnalazione acustica e visiva. Il 19 agosto del '99 due coniugi di 62 e 59 anni, residenti a Ottaviano, proprio dove viveva la vittima dell'incidente di oggi, riportarono ferite in varie parti del corpo. I due erano a bordo della loro Fiat Seicento e stavano attraversando il passaggio a livello di Rione Trieste quando vennero investiti dal treno che da Sarno era diretto a Napoli.

Un’auto è stata travolta da un treno in corsa nel napoletano: una donna è deceduta sul colpe mentre la sorella, rimasta inizialmente gravemente ferita è morta nel pomeriggio, dopo il ricovero in ospedale. L’incidente si è verificato poco dopo le 9.30 a Somma Vesuviana nei pressi della stazione della Circumvesuviana di Rione Trieste, in via Persici sulla linea Ottavio-Sarno. La prima vittima si chiamava Maria Annunziata ed aveva 58 anni ed era alla guida dell’auto, Fiat 500, travolta dal convoglio del treno Circumvesuviana.  La sorella Grazia, 53 anni è morta poco dopo il ricovero: le due donne hanno attraversato il passaggio non custodito ma dotato di segnalatore acustico-ottico di via Persici, incrociando un treno che collega Sarno a Napoli, in marcia verso il capoluogo campano, che aveva appena lasciato la stazione di Ottaviano. Secondo la ricostruzione effettuata dai Vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto la Fiat 500 sulla quale viaggiavano le due donne si sarebbe trovata sui binari, per motivi non ancora accertati, quando è sopraggiunto il treno. Maria che guidava la vettura, è stata balzata fuori dall’abitacolo ed è deceduta sul posto mentre la sorella, che era seduta sul sedile lato passeggero è rimasta incastrata tra le lamiere. È stato necessario l’intervento dei pompieri affinché fosse liberata e trasportata presso l’ospedale civile di Nola dove poche ore più tardi è deceduta. Altri incidenti gravi sono avvenuti nello stesso passaggio a livello: nel pomeriggio dell’1 luglio del 2003 un uomo di 43 anni, Mauro Mavilla, commerciante di stoffe, morì mentre stava attraversando il passaggio a livello a bordo della sua auto, una Bmw cabrio. L’uomo, finito in quel posto dopo aver sbagliato strada, non si accorse dell’imminente arrivo del treno, nonostante fossero stati attivati prima del passaggio del convoglio la campanella ed il semaforo. Anche quel giorno come oggi, sottolinearono i responsabili della Circumvesuviana, erano in funzione gli impianti di segnalazione acustica e visiva. Il 19 agosto del ’99 due coniugi di 62 e 59 anni, residenti a Ottaviano, proprio dove viveva la vittima dell’incidente di oggi, riportarono ferite in varie parti del corpo. I due erano a bordo della loro Fiat Seicento e stavano attraversando il passaggio a livello di Rione Trieste quando vennero investiti dal treno che da Sarno era diretto a Napoli.
Dopo questa ennesima tragedia ai passaggi a livello (solo nel 2011 si sono contate 18 vittime) il blog www.iconfronti.it chiede ai suoi lettori cose ne pensano e se sia il caso di eliminare questi pericolosi attraversamenti. Spesso gli incidenti ai passaggi a livello non sono imputabili alle Ferrovie Italiane ma sono causati dal mancato rispetto del Codice della Strada e di alcune semplici regole salva-vita che possono essere così riassunte: attraversare solo quando le barriere sono completamente alzate; fermarsi quando le sbarre sono in chiusura; attendere la riapertura delle barriere; non scavalcare o passare sotto le sbarre quando sono chiuse; non sollevare le barriere quando sono abbassate; rispettare la segnaletica e i semafori stradali che proteggono i passaggi a livello; osservare scrupolosamente le norme del Codice della Strada. L’urgenza delle misure da adottare è riconosciuta anche dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana: nel 2011, infatti, Rete Ferroviaria Italiana, ha soppresso 94 passaggi a livello, con un investimento complessivo di circa 58 milioni di euro. L’obiettivo di Rfi per il 2012 è di sopprimerne ancora 57, ubicati quasi tutti sulle linee fondamentali. I passaggi a livello saranno sostituiti con sottopassi o cavalcavia. Gli interventi sono finanzianti dallo Stato con appositi fondi e sono concordati con gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni) e/o Enti quali l’Anas. Oggi, i passaggi a livello in esercizio sono 5.901 (1.263 quelli la cui responsabilità è affidata direttamente ai privati) su oltre 16.700 km di linee del network di Rfi. Sugli oltre 6.400 chilometri di linee fondamentali, dove transita il 90 per cento del traffico ferroviario, i passaggi a livello sono 471 (di cui 48 in consegna a privati) e sono i più impegnativi da sopprimere perché inseriti nei più importanti sistemi urbani. Sulla rete complementare (9.339 km) i passaggi a livello sono 5.430 (di cui 1.215 in consegna ai privati).

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