Passera avvicina Graziano a Punzo pensando a Montezemolo premier

Passera avvicina Graziano a Punzo pensando a Montezemolo premier

di Mario Amelia

Della
Valle, Montezemolo, Punzo

Se Maometto non va alla montagna… il nostro Maometto, in questo caso è Gianni Punzo, tra i fondatori del Cis di Nola, della banca di Sviluppo della Campania, presidente dell’Interporto Campano e tra i fondatori, nonché consigliere di amministrazione, di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori). Imprenditore tanto importante che il ministro dello sviluppo Corrado Passera (in questo caso la nostra montagna), venerdì 29 giugno, in visita a Napoli per l’assemblea pubblica dell’Unione Industriale si è sentito in dovere di recarsi personalmente a Nola da Punzo, che non era presente alla convention tenuta presso l’Accademia aeronautica di Pozzuoli. E tutto ciò perché, mentre in sala c’erano, tra gli altri, Mauro Moretti, Antonio D’Amato, Marilù Faraone Mennella, Aurelio De Laurentis, Pasquale Legora De Feo, Celeste Condorelli, Sergio Maione, Giorgio Fiore, Paolo Scudieri, Rudy Girardi, Rossella Paliotto, Carlo Barbagallo, Vincenzo Caputo (presidente giovani industriali napoletani: “la politica non fa abbastanza per le imprese”), c’era anche il neo direttore Michele Lignola, in platea mancava il socio nolano di Montezemolo in Ntv e patron del Cis e dell’Interoporto di Nola. Punzo e gli imprenditori che fanno capo al suo gruppo, infatti, da un paio d’anni sono usciti dall’Unione Industriali di Napoli, in rottura completa con la leadership Graziano (attuale presidente) e D’Amato. Ma il ministro Passera, forse, per non fare uno sgarbo all’amico sostenuto in tante iniziative economiche, al termine dell’intervento, si è precipitato a Nola per incontrarlo.
All’ombra del Vesuvio, infatti, nella stessa giornata si era già consumato uno strappo, ed il secondo sarebbe stato troppo. Rottura pesante e “notiziata” quella tra il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, invitato come semplice “uditore”, senza essere inserito tra i relatori, e l’ex amico, presidente dell’Unione industriale, Paolo Graziano.
In pochi però hanno notato che al termine dell’assemblea il ministro-tecnico Passera è “scattato” immediatamente verso Nola per salutare Gianni Punzo; ancora più strano, poi, è sembrato che nell’auto con il ministro ci fosse proprio il presidente Graziano che, appunto, non gode della stima di Punzo. Qualche altro bene informato, però, sottolinea che possa esserci un cambio di fronte: rumors nel Golfo di Napoli parlano di rottura tra Graziano e l’ex presidente di Confindustria D’Amato. Ed il viaggio a Nola, nelle braccia di Punzo, avrebbe proprio potuto sancire il nuovo corso degli industriali napoletani.
E per la cronaca c’è da aggiungere anche che il ministro-tecnico del governo Monti, Corrado Passera, ha scoperto proprio nei giorni della convention napoletana, di essere indagato dalla procura di Biella per presunti reati fiscali che sarebbero stati commessi in quanto ex amministratore delegato di Banca Intesa prima e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo dopo la fusione con l’istituto torinese. I fatti sarebbero relativi al periodo compreso tra il 4 agosto del 2006 e il 27 giugno del 2007 e le contestazioni riguardano un’operazione detta di arbitraggio fiscale internazionale transitata attraverso Biverbanca, istituto biellese all’epoca controllato da Banca Intesa e poi ceduto al Montepaschi. Anche in questo caso però i bene informati, che non mancano mai, parlano di preoccupazione del primo ministro Mario Monti perché oltre a Biella, un nuovo fronte “giudiziario” per Corrado Passera potrebbe scoppiare al Sud per una inchiesta su Banca Intesa.
Ma la politica c’entra sempre: e forse alla base della “visita” nolana di Passera a Nola, potrebbe esserci proprio la tanto paventata, minacciata, e ritrattata, discesa in campo di Montezemolo. Proprio il giorno prima dell’incontro tra Passera e Punzo, infatti, il Corriere della Sera ha pubblicato i risultati di un sondaggio Ipsos: se Italiafutura (l’associazione del patron della Ferrari) si presentasse da sola alle prossime elezioni potrebbe avere il 20% dei voti. Se invece si alleasse con il centro e con gli esponenti più in vista del governo tecnico, arriverebbe a sommare un quarto dei voti degli italiani. Insomma, un boom pari a quello di Forza Italia nel 1994. Spiega il Corrierone: tra gli scenari possibili anche la costituzione per le politiche di una lista guidata da Montezemolo che comprenda non solo gli eredi del centro di Udc e Fli, ma anche alcuni ex ministri del governo Monti. Si è fatto anche il nome di Passera. La vera sorpresa e l’origine di tutti gli intrecci economico-politici, però, arrivano scorgendo nelle righe piccole in basso a destra della pagina di giornale chi è il committente del sondaggio. E’ l’Interporto Campano, ovvero Gianni Punzo, amicone e socio di Montezemolo.

m.amelia

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