Passione e dignità

Passione e dignità
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Sbaglia molto chi pensa che la politica sia solo potere, spartizione di posti, affarismi, clientele, un cinico gioco di nemici e amici, di alleanze che si sciolgono e si ricompongono, di realismo e di tradimenti, di uno “stai sereno” che diventa il giorno dopo un coltello conficcato alla schiena. La politica è anche passione e, come tale, sentimento. Recuperando una lezione che veniva, ancora una volta, dal mondo greco, l’Illuminismo si accorse che l’uomo non era solo razionalità, logica, pragmatismo e scientificità, tutte cose peraltro importantissime per liberarsi da superstizioni, menzogne artatamente costruite e  ignoranza ancora molto diffusa nel XVIII secolo, ma che nel suo corpo vibrava anche un cuore, che produceva sentimenti, partecipazione, immedesimazione e tanta passione. L’Illuminismo scozzese ne fece un proprio cavallo di battaglia, grazie a Shaftesbury, David Hume, Adam Smith, Francis Hutcheson, il sociologo Adam Ferguson e tanti altri, appartenenti al filone della filosofia morale.

Lambros Moustakis non è più un nome qualsiasi e, se anche lo fosse, sarebbe il nome di uno dei milioni di greci che in pochi anni, per le gravi vicissitudini economiche del suo paese, da docente che era, emigrato sette anni fa dal Brasile, è diventato un povero. La cifra più evidente del crollo umano e materiale del paese della massima civiltà culturale. E stiamo parlando di un insegnante di lingue – ne parla ben cinque – che si reca ogni giorno alla mensa dei poveri e che dorme nell’ostello dei poveri. Un uomo che ha fatto della sua dignità l’arma per non autocommiserarsi e per continuare a vivere di espedienti, come vendere una rivista, ma sempre con la schiena dritta.

Moustakis ha incontrato Yannis Varoufakis, il ministro delle Finanze del nuovo governo Tsipras. Nel congedarsi dal ministro non lo ha implorato che doveva fare qualcosa per lui, come pure avrebbe potuto, considerata la sua palese condizione di indigenza, ma gli ha chiesto di impegnarsi affinché tanti greci non facciamo per il futuro la sua stessa fine. Un gesto di grande rispettabilità che il ministro ha detto di avere così tanto interiorizzato da tenerlo a mente soprattutto ora che inizierà a incontrare l’Europa del rigido burocratismo, affinché possa tirar fuori tutta la grinta e la determinazione di cui avrà bisogno per far valere quel sogno solidale e umano che Tsipras sta provando a realizzare.

Non v’è dubbio che la sfida lanciata da quest’ultimo sarà molto difficile; lo dimostra il fatto che il FMI e la finanza tutta stanno giocando con lo spread greco, per intimidire il nuovo capo del governo ellenico, indurlo alla ragionevolezza e a rispettare l’impegno preso dal precedente governo a ridurre drasticamente il debito e a pagare gli interessi sul danaro prestato dall’Europa.

Una sfida che è solo all’inizio, ma che i Greci, gente tosta e passionale, sapranno fronteggiare con negli occhi la dignità e la schiena dritta di Moustakis.

* professore di Storia dell’Europa, Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione, Università di Salerno

 

 

redazioneIconfronti

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