Pentecoste, ovvero la pienezza della rivelazione

Pentecoste, ovvero la pienezza della rivelazione
di Michele Santangelo

Animazione_Liturgica_-_Veglia_di_Pentecoste_(26.V.2007)_html_m7ccdd37c (1)Pentecoste: è festa grande nella Chiesa Cattolica sotto ogni punto di vista. Liturgicamente, insieme a pochissime altre, è dotata di vigilia per significare che per essere celebrata degnamente ci si debba in qualche modo preparare per capirne adeguatamente il senso e goderne i numerosi frutti spirituali. Occupa una centralità unica nella vita della Chiesa e non solo perché temporalmente è posta al centro dell’anno liturgico, ma anche perché, insieme alla Pasqua della quale è compimento, è il cuore della fede cristiana rappresentandone il momento fondante; questa, infatti è entrata nella storia dell’uomo perché con la Pentecoste nacque la Chiesa, il canale di trasmissione all’umanità di tutti i tempi della salvezza portata sulla terra da Cristo. Con la Pentecoste la Pasqua diventa annuncio, diventa “Vangelo”, Buona Notizia. Come ricorrenza, inoltre, la festa di Pentecoste viene da lontano. Se ne hanno ripetute notizie nel Vecchio Testamento: presso gli Ebrei, inizialmente era una allegra festa a carattere agricolo ed era chiamata “festa della mietitura” o “festa dei primi frutti” e si celebrava, anche allora, cinquanta giorni dopo la pasqua ebraica. Col passare del tempo gli Ebrei attribuirono alla festa un significato nuovo considerandola un giorno di ringraziamento al Signore per il dono della Legge sul Sinai ed era una delle tre feste nelle quali gli uomini dovevano compiere un pellegrinaggio a Gerusalemme. In questo contesto si inserisce anche la prima Pentecoste cristiana ma con un grandissimo arricchimento del significato, celebrandosi in essa l’effusione dello Spirito Santo che raduna nella Chiesa tutti i popoli della terra. Al di là delle circostanze di luogo, di tempo e delle modalità con cui lo Spirito di Dio fa irruzione nella storia e che il brano degli Atti degli Apostoli che viene proclamato nella celebrazione eucaristica di oggi racconta, il dato più importante è la constatazione che la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli che si trovavano riuniti nello stesso luogo, si pone alla fine di una sequenza di interventi dello Spirito Santo, tra i quali quello della Pentecoste costituisce il completamento dell’opera di Incarnazione di Dio. Nella sua prima venuta, lo Spirito Santo compie nella Vergine l’Incarnazione del Verbo con cui Dio assume la natura umana per divenire così il Dio-uomo che con il sacrificio della sua vita compirà l’opera della redenzione ristabilendo l’armonia tra Dio e la sua creatura, armonia infranta dal peccato. Con la sua seconda venuta Lo Spirito Santo inaugura una nuova presenza, quella della Chiesa che ha il compito di continuare nella storia l’opera della redenzione. Nelle analisi sociologiche si sostiene che tutte le istituzioni, una volta passati gli entusiasmi degli inizi, tendono a stemperare il momento esaltante e fecondo con cui i suoi componenti portano avanti i compiti istituzionali per lasciare il posto ad una fase di routine in cui non è più presente il fervore originario. Alcuni sostengono che un fenomeno del genere è dato osservarlo anche nella chiesa, opponendo quella delle origini animata e vivificata dalla freschezza dello Spirito a quella di oggi che sarebbe quasi paralizzata dal peso dell’istituzione stessa e forse in alcuni momenti l’impressione è abbastanza realistica. Ma si sa: anche la Chiesa si muove sulle gambe degli uomini. Tuttavia il messaggio del quale essa è depositaria, che Cristo stesso le aveva affidato prima di morire sulla croce autenticandolo poi con la sua morte e risurrezione e che lo Spirito effuso sugli apostoli la rende abile a diffondere, ha attraversato la storia degli uomini per secoli giungendo fino a noi in tutta la sua freschezza, nonostante le resistenze oppostegli e continuerà a vivificarla la storia finché l’uomo abiterà la terra, rimanendo intatto nella sua essenza perché la Chiesa nel diffonderlo è assistita dallo Spirito Santo che ha il compito di far comprendere in pienezza la rivelazione di Gesù e di renderla efficace.  Cristo, infatti, dice: “Egli, (lo Spirito) prenderà del mio e ve lo annunzierà”.

 

 

 

redazioneIconfronti

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