Mar. Giu 25th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Per favore giù le mani dai tifosi del Napoli

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di Alfonso Liguori
di Alfonso Liguori
L'attore Alfonso Liguori in scena con Carlo Giuffrè
L’attore Alfonso Liguori in scena con Carlo Giuffrè

La domanda sorge spontanea: “Scusate, ma se po’ sape’ ch’è succieso?”.

Politica e Media sono scatenati, parlano e parlano di “quello che è successo domenica sera allo stadio Olimpico” (nessuno specifica “di Roma”, dato che di Olimpico ora c’è anche quello “di Torino”, ma lasciamo stare).

Le parole usate le conosciamo benissimo, sono le solite, le stesse noiosissime parole di sempre, anzi degli ultimi trent’anni, quelle che è una vergonga, che questo non è il calcio, che faremo una nuova normativa, che le norme ci sono ma non si applicano, bisogna intervenire, l’immobilismo delle forze dell’ordine, il coraggio delle forze dell’ordine, non tutti i tifosi sono come quelli, quelli non sono tifosi, ecc. ecc. ecc.

Stavolta è addirittura intervenuto il Presidente dell Repubblica, il quale ha sottolineato che quello che è successo allo stadio domenica, è una metafora della situazione del Paese.

Acciderbolina! Allora deve essere proprio grave grave grave.

E siccome martedì sera, al San Paolo di Napoli si giocava Napoli-Cagliari, tutti preoccupati per quello che sarebbe potuto avvenire… E mercoledì mattina tutti stupefatti perché è successo: nulla!

Ari-Acciderbolina! E allora davvero deve essere grave grave grave.

“Genny ‘a carogna” ha una faccia che non mi piace. Ma non è colpa sua. Magari a lui non piacerà la mia. Ognuno ha la faccia che nostro Signore gli ha dato. Si è beccato cinque anni di Daspo, cioè un lustro di divieto di frequentare qualsiasi evento sportivo. Ma con franchezza mi chiedo cosa abbia fatto.

Ci sono mille cose ancora da chiarire su quello che è accaduto all’Olimpico di Roma, ad esempio che il capo ultrà Gennaro abbia chiesto di parlare con il capitano del Napoli a nome di tutta la tifoseria, e che qualche dirigente abbia accompagnato il giovane Hamsik a parlare con “la carogna”. Ipotizzo che si poteva rispondere alla richiesta portando Genny dal capitano, negli spogliatoi e poi, visto che lo si considera un soggetto pericoloso, lì, una volta isolato dai suoi, procedere ad accertamenti. Ma anche su questo, stendiamo un “velluto” pietoso!

Genny indossava una maglietta con una scritta estremamente sgradevole: “Speziale libero”. Tale Speziale, ricordiamolo, è stato condannato per l’omicidio del poliziotto Raciti. Se il Daspo a Gennaro è stato comminato per questo, bene, e forse cinque anni sono pure pochi, perché non è certo una bella cosa inneggiare a un condannato per omicidio, che l’assassinato sia un poliziotto o no. Se gli è stato dato per atti di violenza… beh, dalle immagini cui abbiamo assistito, di violenza, francamente non se ne rileva. E se quella maglietta, certamente offensiva per la memoria di un onesto servitore dello Stato e per tutti noi, viene considerata come contestazione di una sentenza, troppo facile far rilevare che in giro ci sono decine di politici che quotidianamente sbraitano contro l’operato dei giudici. Dunque, anche qui qualcosa non torna.

Capitolo 2: “Quello che è successo allo stadio…”. Allo stadio, di violento, da ciò che la telecronaca raccontava, è successo nulla. I tifosi del Napoli alla notizia del ferimento del loro compagno hanno ritirato gli striscioni, si sono astenuti dal tifo e hanno fatto sapere che se fosse giunta la notizia della morte dell’amico, avrebbero abbandonato gli spalti. Notare bene: “abbandonato”, non “vietato di giocare la partita”. E oltre tutto su di una notizia che si sapeva essere vera, non un “forse” come accadde anni fa per il derby Roma-Lazio, dove invece dei capi ultrà entrarono sul terreno di gioco ed imposero ai calciatori di non giocare, e questo non ostante il prefetto di Roma, microfono in mano, rassicurasse sul fatto che fuori dallo stadio era successo niente. Ciò che accadde fuori dall’Olimpico dopo la sospensione della gara, lo ricordano, tristemente, tutti coloro che davvero amano il calcio. Una guerra, con gli uomini delle forze dell’ordine stretti tra ultras romanisti e laziali.

Domenica sera, i fatti gravi, gravissimi ci sono stati. Tifosi romanisti hanno aspettato il passaggio di quelli del Napoli, li hanno attaccati con bombe carta ed è sbucata fuori una pistola. Il nefasto risultato è un ragazzo, in coma all’ospedale Gemelli, Ciro Esposito, che forse perderà l’uso delle gambe. Bella roba!

E a sentire alcuni tifosi partenopei, il servizio d’ordine non era stato approntato nel modo migliore, qualcuno ha parlato di due camionette delle polizie per scortare una decina di pulmann provenienti dalla Campania.

Tirando le somme: tifosi del Napoli sono stati pesantemente aggrediti fuori lo stadio prima della gara; il capo ultras degli azzurri portava una disgustosa maglietta.

C’è dell’altro?

Francamente non pare. Ma il caso monta sui Media e i tifosi del Napoli sono sotto accusa. Mi chiedo, però (e vado totalmente a memoria): rispetto al tifoso del Genoa, Spagnolo, accoltellato prima di Genoa-Milan fuori da Marassi, o al motorino scaraventato a San Siro dal terzo anello dello stadio su quello sottostante, ai cori razzisti al Bentegodi di Verona contro i tifosi della Salernitana, ai treni devastati, alle risse fuori e dentro lo stadio, mi dite dov’è la notizia per favore?

Qualcuno vuol farmi l’elenco delle volte in cui i tifosi del Napoli si sono macchiati di atti di violenza?

Qualcuno vuol farmi l’elenco, invece, delle stesse situazioni in cui si sono ritrovati conivolti i tifosi di altre squadre italiane di serie A, da Nord a Sud?

Ho il vago sospetto che avremmo tutti delle sorprese.

Cosa vuol dire, caro presidente Napolitano, che quello che è accaduto alla stadio Olimpico di Roma è “il segno di una crisi morale, di valori e di comportamenti”? Che c’è bisogno di un uomo forte, di decisioni rapide e nette? E proprio la politica, poi, ci viene a parlare di “morale, valori e comportamenti”, di società sportive che devono rompere i rapporti con associazioni che “hanno per capi dei criminali”?

Non sarà che in questa campagna elettorale molto più infuocata di quanto si immagini, il Potere si sta giocando tutto e usa qualsiasi episodio per creare dibattiti distrattivi?

E non si usa, forse, strumentalmente sempre il Sud come esempio di una degenerazione morale della Nazione, che non ci pare proprio essere solo meridionale?

Caro presidente Napolitano, se i tifosi del Napoli, della squadra della sua città natale, fossero davvero metafora di questo Paese, si faccia dare un po’ di dati, e scoprirà che questa Nazione è decisamente migliore di quel che Lei immagina. Ma forse ne vive così lontano da non ricordasene più nemmeno il nome.

 

 

 

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