Per Grillo vincitore in Sicilia già pronto il ricatto dello spread

Per Grillo vincitore in Sicilia già pronto il ricatto dello spread
di Alfonso Liguori

Gira, secretato, negli ambienti vicini alla politica, un sondaggio che darebbe, in Sicilia, il Movimento 5 Stelle primo nelle preferenze dei cittadini della Trinacria.
In un “Retroscena” del 22 ottobre su La Stampa, il bravo Fabio Martini, raccontava di una telefonata tra Bersani e Mario Monti, nella quale, a proposito della approvazione della legge di stabilità e dei cambiamenti che sappiamo il segretario del PD richiede a gran voce, il premier metterebbe in guardia Bersani sulla non approvazione di questa fondamentale legge. I rischi, racconta Martini, sarebbero quelli di una nuova perdita di credibilità dell’Italia, di una destabilizzazione dei mercati, e sopra tutto di un nuovo innalzamento dello spread.
Che c’entrano le due notizie? Proviamo a ipotizzare.
Se i Grillini conquistano la regione Sicilia, ci sarà una sorta di terremoto nazionale, perché su un punto Grillo (foto) ha ragione: troppe cose nella storia del nostro Paese sono cominciate da lì. Sarebbe un segnale fortissimo della ribellione dei cittadini verso l’attuale politica. Un segnale che metterebbe decisamente in crisi tutto il sistema; e la prima reazione, del sistema ovviamente, sarà durissima. Partiranno, come per il caso Parma, mesi di campagne denigratorie, sostenute e attuate dalle testate di regime. Ma questo non basterà. Possiamo ipotizzare che un segnale ancora più potente si abbatterà sulla nostra nazione: l’impennamento dello spread. Impennamento che avverrà nel giro di pochi giorni, forse un paio di settimane, e che sarà letto in una maniera “inequivocabile”: i mercati non si fidano dei comici, i comici non possiamo permetterceli. La preoccupazione dei politici di professione è già palpabile. Non solo Bersani e Alfano hanno oggi espresso perplessità sulla legge di stabilità, ma lo stesso Casini, sostenitore accanito del Governo, ha fatto un minimo passo indietro parlando della necessità di ridare respiro alle famiglie. Che forse anche loro siano a conoscenza di quel misterioso sondaggio?
Ipotizzabile. Ma in una nazione il potere è detenuto da coloro che detengono il debito della stessa. Il nostro debito pubblico non appartiene più a noi, ma a investitori esterni, ai famigerati mercati. E lo spread è per la democrazia, come tristemente abbiamo imparato, un’arma micidiale quasi quanto una bomba atomica.
Dunque, se accadrà questo, o se anche il Movimento 5 Stelle raggiungerà un grande risultato, partirà il ricatto dello spread e del debito pubblico, come velatamente si può leggere nella telefonata Monti-Bersani, sviluppando ancor più il clima di terrore in cui già viviamo e tentando così di riequilibrare la “degenerata” tendenza. Sarebbe una rivolta di popolo, e il popolo, ormai è chiaro, per i grandi capitalisti, non deve né pensare né parlare. La democrazia è un impiccio per questi signori.
È tutta una serie di “se”, forse una favola. La verità la sapremo tra poco, il voto siciliano è fin troppo vicino. Ma se tutti questi “se” dovessero infilarsi, ci sarà davvero da divertirsi, perché il gioco sarà a quel punto completamente scoperto, e noi già non abbiamo più timore di essere definiti complottisti, perché almeno le storie che raccontiamo sono elettrizzanti, divertenti. Sempre molto meglio della devastante depressione e della tristezza imposta non solo più ai cittadini italiani, greci, spagnoli, portoghesi, ma a tutti quelli dell’unione monetaria.

redazioneIconfronti

2 pensieri su “Per Grillo vincitore in Sicilia già pronto il ricatto dello spread

  1. si nota sempre con maggiore dispiacere che c’è ormai troppa gente che si limita a leggere i titoli! forse, cari direttori, dovremmo cambiare il modo di titolare. titoli che non spieghino, ma che lascino tutto in sospeso e costringano a leggere almeno le prime dieci righe di un pezzo. lo dico con amarezza.

  2. Possono inventarsi tutti i ricatti che vogliono ma comunque il movimento 5 stelle e’ una realta’ vera con tanto di programma politico basta andare su blog e leggerlo, e Beppe Grillo non e’ altro che la voce del movimento, semmai il problema e’ un altro , che in Italia la cosidetta politica ( PD PDL UDC IDV LEGA ECC…) ha paura no di beppe grillo o del movimento 5 stelle, ma del cambiamento radicale che potrebbe accadere se al governo adasse una forza che stravolgerebbe l’ immobilita’ alla quale ci hanno costretto dal dopoguerra ad oggi.

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