Per il nuovo anno. Una ballatetta

Per il nuovo anno. Una ballatetta
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Lo so
dobbiamo guardare con speranza
all’anno nuovo

Mi piacerebbe che si realizzassero
le cose che avremmo voluto da ragazzi

Felice l’uomo che realizza da adulto
I sogni coltivati da fanciullo

E c’è stato davvero un tempo in cui
erano le stelle a indicarci il percorso del nostro cammino

Non avremmo più voluto vedere
le lacrime
negli occhi di un bambino
nessun viso di bimbo coperto di mosche
incorniciato nei capelli impastati di fango
che guarda, fuggendo, il suo villaggio in fiamme
e la mamma, lì accanto, che porta la piccola sorella
con la pelle squamata e riarsa
il terrore, disperato, della ferocia dell’Occidente

Non avremmo più voluto vedere
nessuno
fuggire la fame e le guerre
l’idiozia degli integralismi
delle religioni, del mercato
la violenza dell’ignoranza
la stupidità degli stati

Non avremmo voluto
mai più
rincorrere per i vicoli e le città
i nostri amici fratelli
e scoprirli negli angoli bui
tra cartoni unti e materassi strappati
con un laccio di gomma e una spada nel braccio

Non avremmo voluto ascoltare il lamento
orgoglioso e ferito
delle ragazze che cercavano amore
e incontravano la violenza impotente dei maschi
E sapevano che avrebbero
ostinate
continuato a cercare un rapporto felice, maturo
Perché pure da qualche parte
qualcuno
avrebbe infine scoperto che la vita è un dono
che ci regalano solo le donne

Non avremmo voluto vedere
le famiglie per strada a richiedere un tetto
chi lavora umiliato non sentirsi ascoltato
chi è vecchio e che tanto ha vissuto temere il domani
e sperare che venga presto il giorno della fine dei giorni

Non avremmo voluto la politica indecente dei peggiori
l’arrivismo dei giovani
la corruzione dei desideri
l’ignoranza, non l’immaginazione, al potere

Sembra davvero che abbiamo
seminato
denti di drago
e raccolto vermi
che uno scellerato sortilegio
ha trasformato il sogno di una cosa
in un incubo infinito

Non è questo il mondo che volevamo
non il mondo che avremmo voluto per i nostri figli
per noi

Non l’uomo ridotto a merce
mentre quelli che vendono merci ci danno i modelli di vita
Ma un mondo per gli ultimi, che avremmo voluto fossero i primi
un mondo di eguali
mentre sono sempre i pochissimi a imporre il loro stile di vita

Avremmo voluto un mondo a misura non solo di uomo
ma di donna, di vecchio, di bambino
ma anche di albero, di monte, di fiume
E abbiamo ancora il razzismo, il nazismo, le mafie
la finanza mondiale

scendeva dalla cera
la tua vena di miele
ora più non ce l’hai
ora è finito tutto

Ecco, che l’anno nuovo
sia quello che cancelli la sconfitta
che riapra la speranza
che ci consegni
ostinati e liberi
al futuro

31 dicembre 2013

redazioneIconfronti

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