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Per Matteo Renzi scomoderò anche Kennedy e la sua Nuova Frontiera

Per Matteo Renzi scomoderò anche Kennedy e la sua Nuova Frontiera
di Beatrice Benocci

Foto: lettera43.it

Non è ciò che può fare il paese per te, ma ciò che puoi dare tu per questo paese. Questo è il leit-motiv della Leopolda: una chiamata alle armi, un risvegliare le coscienze ad un nuovo impegno civile, ad una nuova stagione politica in cui questa stessa parola torni al suo vero significato, non più vituperata, non più considerata negativa, non più rilegata in buie stanze del potere (a volte molto luminose, molto chiassose e becere).
Questo era sabato la Leopolda, questo è stata l’intera campagna condotta da Matteo Renzi. Non posso non ripensare (ieri ricadeva l’anniversario del suo assassinio) a ciò che disse Kennedy agli americani in occasione del discorso di accettazione della candidatura nel luglio del 1960: Non si tratta di ciò che io intendo offrire al popolo americano, ma di ciò che io intendo chiedergli. Fa ricorso al suo orgoglio e non al suo portafoglio – porta la promessa di più sacrificio al posto di più sicurezza. E dalla sua parte aveva l’età, la forza, soprattutto la consapevolezza di non aver fatto parte di coloro che avevano condotto il mondo nell’abisso della seconda guerra mondiale. Kennedy guardava lontano, ad un futuro possibile, alle nuove tecnologie, alla conquista dello spazio, e per far questo aveva bisogno della pace e del dialogo. Aveva bisogno, soprattutto, di un popolo pronto a rischiare: Sarebbe facile allontanarsi da quella frontiera, guardare alla sicura mediocrità del passato, essere cullati dalle buone intenzioni e dall’alta retorica – e coloro che preferiscono quel corso non dovrebbero sprecare il loro voto per me, indipendentemente dal partito. Ma io credo che i tempi chiedano nuove invenzioni, innovazione, immaginazione, decisione. Io vi sto chiedendo di essere pionieri della Nuova Frontiera.
Renzi ha dalla sua parte l’età, la determinazione, l’entusiasmo e la consapevolezza di non aver fatto parte di coloro che hanno portato il paese nello stato rovinoso in cui versa. È nella condizione di chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento. Una scelta tra l’usato sicuro di Bersani e il suo futuro possibile: “Domenica 25 novembre alle elezioni primarie non ci sono a confronto due caratteri, due tradizioni, due curricula. Ci sono invece a confronto due modelli di futuro: un modello di futuro basato sulla sicurezza, la serenità, l’usato sicuro; dall’altro un modello di consapevolezza che o riscopriamo la politica come sfida, come opportunita’, come piacere o l’Italia non ha un destino, un futuro”.
Potremmo andare avanti, ma non è questa la sede. Al di là delle belle similitudini, ciò che ha fatto Renzi, e con lui Bersani (come sottolineano e ripetono giustamente i sostenitori del segretario del PD) consentendo le primarie, va ben oltre il messaggio politico di Renzi, i programmi (fondamentali per la scelta del candidato), l’uso dei media e delle nuove tecnologie (assurdamente contestato nell’era del digitale), e giunge al cuore del problema: è stata sì o no risvegliata la voglia degli italiani di prendere parte ai processi decisionali, alla gestione della cosa pubblica? Ha fatto presa l’idea di politica come partecipazione di tutti, di opportunità, di sfida?
L’aria che si respirava alla Leopolda parlava di questo, di desiderio di partecipazione e di cambiamento, di entusiasmo e futuro.
Ora si tratta di capire, se nelle prossime ore gli italiani, ancor prima, il popolo del centro sinistra e quello degli indecisi, quello dei simpatizzanti, hanno realmente voglia di riprendere in mano questo paese e dare alle nuove generazioni un futuro possibile, a partire dalle ormai prossime votazioni per le primarie.
Poi si tratterà di comprendere, all’indomani delle primarie, se a loro volta coloro che guideranno questo centro sinistra e coloro che guideranno il paese hanno compreso ciò che è avvenuto e sta avvenendo in queste ore.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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