Per Monti niente clan: via tribunali di Ariano, Sant’Angelo e Sala

Per Monti niente clan: via tribunali di Ariano, Sant’Angelo e Sala

Qualcuno avvisi Mario Monti ed i suoi ministri tecnici, anche in Campania c’è alto pericolo di infiltrazione mafiosa o di criminalità organizzata e sarebbe stato meglio mantenere i tre tribunali campani tagliati oggi (insieme a tutti gli altri del resto d’Italia) e cioè: Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi (nella foto la sede del tribunale), Sala Consilina. Già, perché il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il Governo, tenuto conto dei pareri delle Commissioni giustizia di Camera e Senato nonchè di quello reso dal Consiglio superiore della magistratura, ha licenziato il testo finale del decreto che prevede che i tribunali soppressi siano 31 anziché i 37 previsti in origine, e che le procure cancellate siano 31 invece che 38. I sei tribunali “salvati” sono, appunto, tutti dislocati in zone ad alto pericolo di infiltrazione mafiosa o di criminalità organizzata e sono quelli di Caltagirone Sciacca in Sicilia; Castrovillari (a cui verrà accorpato il tribunale di Rossano), Lamezia Terme e Paola in Calabria; infine, nel Lazio, è salvo il tribunale di Cassino, a cui verrà accorpata la sezione distaccata di Gaeta. Il governo avrebbe dunque tenuto conto dell’importanza di quelle sedi giudiziarie che, nonostante le dimensioni ridotte del territorio, si trovano in zone a rischio, accogliendo, con questa decisione, le richieste del Csm e delle commissioni giustizia di Camera e Senato. Resta invece confermata la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate e di 667 uffici di giudici di pace.
Nonostante tutto, i tribunali campani di Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Sala Consilina saranno cancellati; all’inizio di giugno, il comitato tecnico del ministero aveva individuato 21 tribunali minori da salvare e 37 tribunali (con 220 sedi distaccate e 667 uffici di giudice di pace), e relative Procure, da chiudere tramite accorpamento nel contesto del piano di revisione della spesa e delle circoscrizioni giudiziarie. Ecco le 37 sedi – oggi ridotte a 31 dal consiglio dei ministri – di cui i tecnici avevano suggerito la soppressione. Crema, Vigevano, Voghera (Lombardia), Nicosia, Caltagirone, Modica, Sciacca e Mistretta, Sciacca (Sicilia), Castrovillari, Lamezia Terme, Paola, Rossano (Calabria), Montepulciano (Toscana), Chiavari, Sanremo (Liguria), Cassino (Lazio), Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto (Abruzzo), Lucera (Puglia), Ariano Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Sala Consilina (Campania), Orvieto (Umbria), Lagonegro (Basilicata), Acqui Terme, Alba, Casale Monferrato, Ivrea, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Tortona (Piemonte), Tolmezzo (Friuli), Bassano del Grappa (Veneto) e Camerino (Marche).
Quanto alle procure, sarebbe stato deciso di assegnarne una al Tribunale di Napoli Nord: il fatto che a un ufficio così ampio non corrispondesse una procura era infatti stato criticato dall’Associazione nazionale magistrati e dal Consiglio superiore della magistratura. Il provvedimento prevede, poi, la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, per i quali non sono previsti nè esuberi nè messa in mobilità.
E forse, proprio ipotizzano le critiche su questo provvedimento il ministro della giustizia Paola Severino ha precisato: «Sulla lotta alle mafie il governo non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico. Per questo sono state espunte dall’iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata». «È stata invece confermata – ha concluso il ministro Severino – la soppressione di tutte le sezioni distaccate, nonostante le richieste di mantenimento di alcune di esse, poichè l’esperienza sin qui fatta dimostra che si tratta di un modello organizzativo precario ed inefficiente sotto il profilo della produttività e della carenza di specializzazione, con un impiego di risorse spropositato rispetto alle esigenze».

m.amelia

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