Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

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Tatuaggi: per “Repubblica” una cafoneria napoletana. Che ne dite?

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Francesco Merlo sul Venerdì di Repubblica del 3 agosto si lancia in un’invettiva anti meridionale e anti napoletana. Nell’articolo sulla moda del tatuaggio, a sua firma, dal titolo “Anche in Italia il tatuaggio ormai ridotto a simbolo della prevalenza del cafone” si legge infatti: “…e tuttavia sarebbe troppo facile cedere alla tentazione e liquidarli come vandali del proprio corpo che esprimono in forma vistosa e inequivocabile, prima ancora del cattivo gusto, il cattivo umore nazionale e bene illustrano la smania italiana di arrivare all’eccesso, come nelle commedie plebee. Di sicuro oggi ci sono più tatuati in Italia – anche tra i lettori di questo giornale – di quanti ce ne sono nelle marina inglese, ennesima conferma di quell’avanzata della linea della palma, di quel Meridione che conquista tuttala Penisola e rende sempre più napoletano il popolo italiano, sempre più estroverso ed espressionista e dunque anche volgare e tuttavia creativo e perciò sempre più tatuato”. Questo è quanto scrive Merlo. Certamente ci si aspettava che il giornalista ed editorialista de La Repubblica spendesse meglio la sua nota genialità e che la sua penna brillante fosse impegnata per una miglior causa. Chiediamo a tutti i lettori del blog iconfronti.it di esprimersi sull’argomento e di dire la loro. Una cosa però ci viene da sottolineare, scrivere una cosa del genere, rilanciare un luogo comune simile, significa sostenere adesso che i parigini saranno più tatuati perché a Parigi c’è quel Lavezzi che di tatuaggi ne ha ben 20. Insomma, semplificazione per semplificazione.... L’articolo di Merlo ha scatenato non poche reazioni dei napoletani, che hanno preso al volo l’iniziativa di Gianni Simeoli che a Radio Marte, oggi, ha svolto uno dei suoi sondaggi telefonici con risposte degli ascoltatori alla radio. All’indirizzo di Merlo è stato detto di tutto, va detto, e solo la bravura di Simeoli ha evitato che si scadesse nelle offese. Ma anche dal nostro blog vogliamo sapere cosa pensate su questo argomento e su quanto scritto da Merlo. Scriveteci e pubblicheremo i vostri commenti.

Francesco Merlo sul Venerdì di Repubblica del 3 agosto si lancia in un’invettiva anti meridionale e anti napoletana. Nell’articolo sulla moda del tatuaggio, a sua firma, dal titolo “Anche in Italia il tatuaggio ormai ridotto a simbolo della prevalenza del cafone” si legge infatti: “…e tuttavia sarebbe troppo facile cedere alla tentazione e liquidarli come vandali del proprio corpo che esprimono in forma vistosa e inequivocabile, prima ancora del cattivo gusto, il cattivo umore nazionale e bene illustrano la smania italiana di arrivare all’eccesso, come nelle commedie plebee. Di sicuro oggi ci sono più tatuati in Italia – anche tra i lettori di questo giornale – di quanti ce ne sono nelle marina inglese, ennesima conferma di quell’avanzata della linea della palma, di quel Meridione che conquista tutta la Penisola e rende sempre più napoletano il popolo italiano, sempre più estroverso ed espressionista e dunque anche volgare e tuttavia creativo e perciò sempre più tatuato”. Questo è quanto scrive Merlo. Certamente ci si aspettava che il giornalista ed editorialista de La Repubblica spendesse meglio la sua nota genialità e che la sua penna brillante fosse impegnata per una miglior causa. Chiediamo a tutti i lettori del blog iconfronti.it di esprimersi sull’argomento e di dire la loro. Una cosa però ci viene da sottolineare, scrivere una cosa del genere, rilanciare un luogo comune simile, significa sostenere adesso che i parigini saranno più tatuati perché a Parigi c’è quel Lavezzi che di tatuaggi ne ha ben 20. Insomma, semplificazione per semplificazione….
L’articolo di Merlo ha scatenato non poche reazioni dei napoletani, che hanno preso al volo l’iniziativa di Gianni Simeoli che a Radio Marte, oggi, ha svolto uno dei suoi sondaggi telefonici con risposte degli ascoltatori alla radio. All’indirizzo di Merlo è stato detto di tutto, va detto, e solo la bravura di Simeoli ha evitato che si scadesse nelle offese. Ma anche dal nostro blog vogliamo sapere cosa pensate su questo argomento e su quanto scritto da Merlo.
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