Dom. Lug 21st, 2019

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Perché Monti tace sui capitali “parcheggiati” in Svizzera?

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Il professor Monti è libero di fare le vacanze dove, quando e con chi vuole, come fanno i tanti cittadini italiani ed europei che potendoselo permettere, scelgono periodi di ferie e località appaganti dal punto di vista culturale, dei gusti e delle esigenze personali e familiari. Probabilmente la scelta da parte del Presidente del Consiglio di una località turistica italiana avrebbe creato (forse) meno reazioni e più consensi per una presunta maggiore attenzione per le bellezze nazionali e per l’apporto economico aggiuntivo, anche simbolico, alla barcollante economia italiana.
di Sàntolo Cannavale
Foto: lastampa.it

Il professor Monti è libero di fare le vacanze dove, quando e con chi vuole, come fanno i tanti cittadini italiani ed europei che potendoselo permettere, scelgono periodi di ferie e località  appaganti dal punto di vista culturale, dei gusti e delle esigenze personali e familiari.
Probabilmente la scelta da parte del Presidente del Consiglio di una località turistica italiana avrebbe creato (forse) meno reazioni e più consensi per una presunta maggiore attenzione per le bellezze nazionali e per l’apporto economico aggiuntivo, anche simbolico, alla barcollante economia italiana.
Ma questo è un aspetto che riguarda la sensibilità dell’uomo e non ha niente a che fare con l’impegno e la responsabilità governativa del professor Monti e le scelte di natura personale e familiare. Probabilmente un repentino cambio di abitudini della famiglia Monti, avvezza a fare vacanze in terra svizzera, sarebbe apparsa agli occhi di qualcuno un’opportunistica messa in scena per ingraziarsi la stampa nazionale affamata di notizie accattivanti per i propri lettori.
Di certo non è gradevole assistere alle polemiche ed agli infiniti commenti (tra questi con rammarico anche il mio) sulle vacanze del professor Monti e sul costo dell’appartamento in Svizzera utilizzato allo scopo, al punto che la Presidenza del Consiglio il 23 agosto 2012 ha avvertito la necessità di emettere un comunicato stampa di precisazione in relazione al costo in franchi svizzeri sostenuto per l’affitto dell’abitazione.
Mi auguro che la “confidenza” del professor Monti con la vicina e comoda Svizzera aiuti ad accelerare i tempi per l'”accordo fiscale” tra Italia e Confederazione elvetica, sulla falsariga di quello stipulato tra la stessa Svizzera e l’Austria il 13 aprile 2012, mediante il quale è stato deciso di “recuperare” il 25%  sui capitali austriaci sistemati sui conti bancari svizzeri.  Questo a sistemazione del passato, con aggiunta del 25% annuo sugli interessi in maturazione per l’avvenire.
Immagino che le autorità svizzere, in particolare la Presidente della Confederazione e Ministro delle Finanze Eveline Widmer-Schlumpf, considerandolo di casa, vogliano far fare al professor Monti una bella figura nella celere realizzazione dell’ipotizzato accordo, nell’ottica della prosecuzione delle buone relazioni in corso ed al fine di contribuire al risanamento delle pubbliche finanze italiane.
Il futuro non lontano darà conto delle buone intenzioni e della credibilità degli attori in campo, dimostrando infondata la tesi secondo cui il Prof. Monti non vedrebbe di buon occhio l’intesa tra Italia e Confederazione elvetica e rimanderebbe all’Unione europea la responsabilità e l’iniziativa di affrontare la specifica questione fiscale dei capitali parcheggiati su conti svizzeri, sfuggiti all’imposizione nel Paese di origine.

 

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