Mer. Ago 21st, 2019

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Perché non andrò a votare per Renzi

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di Angelo Giubileo

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi

di Angelo Giubileo
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi

A precisa domanda del giornalista del Corriere della Sera: “Napolitano ha avuto un ruolo di supplenza della politica. Sarà ancora così?”, Matteo Renzi ha risposto: “La politica non tocca palla: è un fatto indubbio. Basta vedere il Tar del Lazio a decidere su Stamina, la Corte Costituzionale a decidere sulla legge elettorale, quella di Cassazione decide della sorte di Berlusconi e i commissari europei di quella dell’Italia …”.

Il sindaco non può non aver ragione, egli infatti si limita all’enunciazione di fatti fin troppo evidenti, per i quali ritengo superflua ogni annotazione. Al riguardo, la questione mi sembra piuttosto un’altra: hanno fatto bene, sì o no, le Istituzioni che il sindaco ha citato a svolgere il ruolo di supplenza della politica che correttamente viene loro accreditato o viceversa addebitato? Tutte, hanno operato indistintamente per il bene o no del paese oppure occorre distinguere l’operato di ciascuna? Hanno tutte travalicato il ruolo o la funzione costituzionalmente loro assegnata oppure occorre anche su questo punto distinguere l’operato di ciascuna?

Se si è trattato di un ruolo di supplenza – che lo stesso sindaco in buona sostanza dimostra di ammettere, in assenza di una qualsiasi diversa ed esplicita argomentazione o considerazione di risposta alla domanda posta dal giornalista – allora è chiaro che il fatto di non toccare palla sia da addebitare alla politica e non alle Istituzioni richiamate dal sindaco.

E quindi, si potrebbe sostenere che le Istituzioni che hanno di fatto esercitato un ruolo di supplenza abbiano travalicato i propri spazi di costituzionalità oppure nell’esercizio delle loro prerogative costituzionali – e aggiungerei fattuali, perché in fondo come insegna Aristotele la politica è anch’essa un’arte del possibile – abbiano comunque svolto un ruolo, senza escludere la possibilità che abbiano potuto commettere qualche errore, necessario quanto meno alla tenuta del sistema. E questo, a ben vedere, rappresenta senz’altro un fatto! Anch’esso inoppugnabile.

Renzi-uno, per intenderci il rottamatore, ha di certo contribuito validamente ed efficacemente in tempi recenti ad abbattere un sistema della politica orientato e destinato, per esplicita ammissione non solo dello stesso sindaco, al fallimento: se non tocchi palla, non giochi. E così in parte è stato. Come di qui a poco meglio vedremo.

Sarebbe però servito al Renzi-due, un’idea non solo teorica ma anche concreta, perché ripetiamo la politica attiene necessariamente al regno dei fatti che possono realizzarsi, sul percorso di-VERSO che ora sarebbe (ed è) necessario intraprendere. E quindi, piuttosto: prima, su come iniziare a giocare e, poi, su cosa fare durante il gioco. Al Renzi-due quel che è mancato è stato sostanzialmente il come. Affatto il cosa, perché cosa fare è chiaro a tutti da tempo. E’ il come, il nodo gordiano che occorre sciogliere, come fare le riforme che necessitano.

Proseguendo nella risposta, il sindaco aggiunge: “ … Ciò detto, non vedo potenziali problemi tra il Pd futuro e il presidente. Io ho rispetto e stima per Napolitano, per la sua storia politica. Sono certo che lui, nella sua funzione istituzionale, avrà altrettanto rispetto per il Pd”. In proposito, mi sforzerò di commentare serenamente. Ma cosa esattamente, Renzi, conosce della storia politica di Napolitano, in parte dell’intera storia repubblicana del paese? Cosa significa che Renzi non vede potenziali problemi tra il presidente e il Pd futuro: sa, Renzi, di problemi reali tra l’attuale Pd e il presidente? E quali differenze connoterebbero il Pd futuro dall’attuale? Quale immagina, Renzi, sia il rapporto tra sé e il Pd futuro, s’intende almeno per quanto concerne il rispetto e la stima per il presidente? E ancora, quando Renzi dice di avere rispetto e stima per Napolitano è altresì certo che il Pd futuro ne avrà almeno altrettanto? E infine, quando Renzi dice che è certo che il presidente Napolitano, nella sua funzione istituzionale, avrà altrettanto rispetto per il Pd, basa la sua convinzione esattamente su cosa, si tratta di un giudizio umano o politico? E a quest’ultimo interrogativo, voglio però arrogarmi tutto il diritto di rispondere personalmente: politico oltre che umano!

E allora, caro sindaco, se dovesse essere eletto segretario del futuro Pd (ma non più grazie anche al mio voto), toccherà necessariamente anche a lei fare i conti con le Autorità e le Istituzioni – politiche, sì politiche! – che insieme e nel frattempo hanno provveduto – al contrario di quanto lei populisticamente ora sostiene, sarebbe avvenuto in assenza totale della politica! – a salvaguardare e sostenere questo nostro sempre più diviso ed inerte paese.

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