Perché una laurea ‘honoris causa’ a Raffaele Bonanni?

Perché una laurea ‘honoris causa’ a Raffaele Bonanni?
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Cosa spinge un sindacalista come Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ad accettare una laurea ‘honoris causa’ in ‘Consulenza e Management aziendale’? Pensa di aprirsi una carriera di manager industriale? Sarebbe curioso che mostrasse con quale nascosta invidia dell’avversario di classe conduceva le trattative in difesa dei lavoratori. È pur vero che con ogni governo di Centrodestra la sua Cisl, appoggiata dalla Uil, si è affrettata a sottoscrivere piani e intese di ‘programma’: aperture di credito giustificate solo dalla volontà di isolare la Cgil. No, la ragione è più semplice: l’ambizione. E l’orgoglio di chi combatte spesso una dura battaglia con la lingua italiana e con la logica e si ritrova il ‘tocco’ dell’accademico. C’è poi l’ovvio omaggio di Aurelio Tommasetti, ad un sindacato che lo ha sostenuto nella conquista del Rettorato. Ed ecco che l’Ateneo salernitano ha consegnato la prestigiosa onorificenza a Bonanni. Nonostante la protesta di 160 docenti di fama e ricercatori che contestavano la mancanza dei requisiti minimi ‘scientifici’ per il riconoscimento. E ha voluto tenere il discorso di ‘laudatio’ la Ministra all’’Istruzione all’Università e alla Ricerca’, Stefania Giannini, che in questi mesi ha fatto di tutto, anche candidarsi con penosi risultati alle ‘Europee’, meno che curare un ministero che continua a definire ‘strategico’ per le sorti dell’Italia. E sta pensando di dimettersi. No, non da Ministro, ma da Presidente di ‘SceltaCivica’: un partitino inesistente, ma buono per garantirle la guida di un prestigioso dicastero. Fortuna che ad accogliere il tronfio sindacalista e la Ministra ‘in carriera’ c’erano gli studenti. Che hanno elencato tutti gli impegni disattesi. E i ritardi per una Scuola e una Università a misura di Costituzione.

I Confronti/Le Cronache del Salernitano

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