Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

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Piacenza, tragedia della libertà nell’Italia del cottimo spinto

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di Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

“È lo sviluppo, bellezza”. Per carità. “Giustizia, giustizia”, invece, dovrebbe essere l’unico grido sensato in un Paese come il nostro che sta perdendo completamente la bussola, nel mondo del lavoro. Dopo l’assassinio avvenuto ieri ai cancelli di uno snodo logistico di merci a Piacenza, non dovremmo più stare a guardare ma reagire con fermezza. A Piacenza è andata in scena l’ennesima guerra tra poveri, operai con pochi diritti e lasciati, da una sciagurata indifferenza politica, a sbrigarsela piuttosto tra loro. L’unica certezza è che ormai ci sono posti in Italia dove il lavoro sopravvive grazie ad un cinico “mors tua, vita mea”. Nei poli logistici italiani come nelle nostre campagne a culture intensive le contraddizioni di un sistema non più sostenibile esplodono, ormai, quotidianamente. Un vero e proprio “far west”, dove spesso ci scappa il morto. Ciò è accaduto anche a Piacenza, dove un uomo egiziano, lavoratore e padre di cinque figli, ha perduto la vita solo perché stava tentando di bloccare l’uscita di un camion carico dal piazzale per rivendicare un suo diritto violato. È stato travolto da un camionista che, invece, aveva fretta di consegnare il suo carico. Tempi stretti e cottimo spinto, stanno mettendo in ginocchio l’intero settore della logistica merci in grande espansione. Ciò, dovrebbe invogliare i nostri legislatori a mettere finalmente mano a tali fattispecie, riservando loro un’attenzione maggiore, soprattutto, se ci si professa di centro-sinistra. La verità è che a questi politici il lavoro e i lavoratori sembrano essere solo un inciampo. Invece, di estendere le tutele raggiunte in anni di dure lotte dai settori più sindacalizzati, le classi dirigenti europee, spaventate da uno sviluppo globalizzato che non ha pietà per chi si ferma, stanno invece allargando la precarizzazione all’intero mondo del lavoro. Sempre meno diritti per i molti e sempre più privilegi per i pochi. Ma fermiamoci, invece; e cerchiamo di ragionare, recuperando una cultura del lavoro che avesse nella solidarietà e nella giustizia i suoi valori. In questi giorni la politica e il circo informatico che in modo molto autoreferenziale le gira intorno ha un unico interesse, il referendum costituzionale. Per carità, materia fondamentale ma, credo, con tutto il rispetto, che l’argomento interessi pochissimo a chi negli ultimi tempi stenta sempre più a portare un piatto a tavola. Se è vero questo, andiamo dritti ad affrontare quella che è l’unica emergenza democratica, una più giusta redistribuzione di reddito e tutele per tutti. Purtroppo, vedo in giro ancora molta gente che preferisce voltare la faccia da un’altra parte.

In primo piano, il luogo della tragedia a Piacenza

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