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Piazza della Libertà frana, ma chi ci restituirà Santa Teresa?

Piazza della Libertà frana, ma chi ci restituirà Santa Teresa?

Pubblichiamo questo intervento dell’attore e giornalista salernitano Alfonso Liguori, che si interroga sullo sconcio della contrastata e controversa Piazza della Libertà di Salerno, frutto di una filosofia urbanistica e architettonica ispirata a un gigantismo muscolare a dir poco demodé, che tra una polemica e l’altra sulla sua legittimità anche formale ora rischia addirittura di essere in gran parte abbattuta perché franano ben 15 pilastri che la sorreggono svogliatamente. È la triste metafora di un potere che declina e, forse, lascia finalmente intravedere un futuro che privilegi l’uomo rispetto alle fantasie onnipotenti.
a.m.

di Alfonso Liguori

Foto: noveladisalerno.it

Si sa, nel giornalismo la brevità è un pregio.
Cio non ostante, da quando è scoppiata la “bomba” piazza della Libertà, il sottoscritto ha in mente una sola domanda, ma non posso ridurre un articolo soltanto a quella…
Né è il caso che ripercorra storie che ormai tutta la città conosce, o ponga in altra forma interrogativi che altri hanno già, ottimamente, posto.
Potrei magari dilungarmi dicendo che forse i moderni costruttori dovrebbero andare a scuola dagli antichi veneziani che su un terreno fangoso sono riusciti a costruire una meravigliosa città, ma sarebbe solo un gioco dialettico, non quello che realmente penso.
Oppure analizzare il linguaggio e i comportamenti di chi riesce sempre a trovare un nemico da poter additare all’opinione pubblica come reale responsabile dei disastri, e che in questo caso pare non sia nemmeno una persona o un gruppo, ma addirittura un oggetto: la bomba della seconda guerra mondiale ritrovata nel cantiere e che si è dovuto far brillare in loco. Ma nemmeno questo ha sentito il mio cuore salernitano come prima, improvvisa emozione.
E allora? Allora nulla. Da quando ho letto la notizia che 500 metri del mostro andranno abbattuti, che ci saranno perizie e consulti e indagini e ancora altre battaglie legali e denunce e discussioni e chissà cos’altro, soltanto un pensiero mi ha attraversato, un pensiero tutto in un nome, un nome che ai salernitani dice tutto: Santa Teresa.
La spiaggia più antica della città, quella della gente, è stata sfigurata; se tutto il progetto dovesse ridimensionarsi, che ne sarà della spiaggia, resterà com’è adesso, subirà altri stravolgimenti, sarà riallargata, tornerà alle dimensioni di un tempo… Insomma, chi ridarà ai salernitani questo pezzo importante della loro antica memoria?
Temo, però, di conoscere anche la risposta: ciò che è perso è perso, il passato è perfetto poiché non lo puoi più modificare.
E in questo non c’è nulla di consolatorio.

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Commenti (1)

  • Anonimo

    Carissimo Alfonso, purtroppo penso anch’io che la spiaggia di Santa Teresa “sia bella e perduta”. Viviamo in tempi in cui tutto quel che si può viene cinicamente sacrificato al “dio cemento”.

    Rispondi

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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