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Piccole, grandi gioie materne

Piccole, grandi gioie materne
di Nicoletta Tancredi

Signore mamme, vi prego, basta con questi soliti discorsi!
Non va bene!
Ve lo dico oggi, che è la festa della mamma: usciamo dai luoghi comuni!
Da queste continue lamentele.
È per il bene dei nostri figli.
“E i piatti da lavare, i vestiti da stirare, i bambini da accompagnare a scuola e a catechismo e a basket e a tiro con l’arco…”.
E “io gli ho insegnato a leggere e a scrivere e ad allacciarsi le scarpe…”.
Ma insomma, vi siete mai chieste se tutto questo autocommiserarsi e autoglorificarsi possa far bene a queste creature?
Credete di essere eccezionali, diverse dalle altre?
Trovatemi una mamma che abbia dormito di notte un sonno profondo, mentre il figlio neonato in lacrime, da solo, andava di là a scaldarsi il biberon!
Trovatemene una che, invece di accompagnare il figlio a scuola, magari il primo giorno, gli abbia dato un biglietto dell’autobus e una bella pacca sulla spalla, dicendogli “ci vediamo a pranzo, cocco di mamma, cucina tu!”.
Glorificate la normalità, vantate doti che non avreste, se non foste mamme.
E “io gli ho cucito i bottoni ai grembiuli!”, e “io gli ho tagliato le unghie!”, e “io l’ho allattato!”, e “quanti pannolini gli ho cambiato!”, e “quanti frullati!” e “quanti sacrifici!”, “e questo e quello…”.
Signore, ma noi siamo mamme!
Tutta fatica spesa con amore, con orgoglio.
Tutta stanchezza che sfuma via in un dolce sorriso del nostro pupetto o della nostra pupetta.
Tutti privilegi che acquisiamo.
Uno per uno.
Solo per noi.
Prendi stamattina, per esempio: le mie bambine, sarà che quando non si va a scuola sono mattiniere, si sono svegliate prima di me.
E che cosa c’è di più bello e romantico che trovarsi tre figlie sul lettone a farti gli auguri la domenica della festa della mamma?
Non mi ripaga questo di tutte le fatiche di ieri, dell’altro ieri, di tutto un mese, di cinque anni e mezzo di lavoro non-stop?
Non è un privilegio?
Non avrei dovuto piangere di commozione quando Sandra, solo due anni e mezzo, invitata a recitare la poesia della festa della mamma, a voce alta, con tono serio ed entusiasta, e con una dizione eccezionalmente chiarissima, ha cominciato con un magnifico …. “Caro papà…”?


 

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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