Mar. Ago 20th, 2019

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Piero De Luca e la parabola della II Repubblica

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Intollerabili storie di familismo amorale / di Angelo Giubileo

Piero De Luca

di Angelo Giubileo

La candidatura di Piero De Luca alle politiche del prossimo 4 marzo è diventata ormai un caso nazionale. Ne parla L’Espresso in edicola questa settimana e oggi il Corriere della sera, in prima pagina, con un articolo a firma di Gian Antonio Stella.
L’interesse, che la vicenda suscita, è purtroppo legato all’ennesima rappresentazione di un concetto, che è quello del “familismo amorale”, e della tesi di supporto elaborata dal sociologo Edward C. Banfield nel suo libro The Moral Basis of a Backward Society del 1958 (trad. it.: Le basi morali di una società arretrata, 1976), scritto in collaborazione con la moglie Laura Fasano. Su Wikipedia, si legge anche che “Banfield trasse spunto dai suoi studi sul campo condotti – nel corso di un viaggio nel Mezzogiorno d’Italia, svolto con l’aiuto di Manlio Rossi Doria – presso un paesino della Basilicata in provincia di Potenza che presentava vistosi tratti di arretratezza sotto il profilo economico e sociale (descritti nell’opera stessa), che chiamò convenzionalmente “Montegrano” e i suoi abitanti “Montegranesi” ”. In realtà, si trattava del piccolo borgo di Chiaromonte.
La vicenda odierna di uno dei figli dell’ex sindaco di una città provinciale del sud Italia rappresenta quindi esattamente questo. Oltre che una vicenda appartenuta e che si spera, nella storia esclusiva del prossimo futuro, anche descriva la parabola definitiva della Seconda Repubblica, nel corso della quale la politica ha contato poco o nulla.

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