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3 pensieri su “Pillole contro l’Alzheimer

  1. Credo che la sua considerazione finale possa essere tranquillamente ribaltata, ma non importa. La ringrazio comunque di avermi risposto. Pippo Iovane

  2. Cortese signor Iovane, un anniversario, come saprà, è un anniversario: giunto quel giorno, va commemorato. Lo abbiamo fatto con alcuni momenti della nostra storia recente, lo rifaremo con altri. In più il caso che lei cita è più che attuale: un procedimento penale in corso e in attesa di pronunciamento, con impegnata un’aggueritissima coppia di avvocati dell’imputato, più un’ampia corte (non di giudici ma “dei miracoli”); pertanto non solo ci siamo tornati, ma ci ritorneremo. Ma non sono le cenette, come lei le chiama, a toglierci l’appetito (sic), ma è la perdita di dignità che ha coinvolto, e coinvolge, un intero Parlamanto, che ci scandalizza. Altri scandali li ho presi di mira altrove; le sarà sfuggito. Ma che gli scandali di uno possano nascondere quelli di un altro o che i problemi di una parte possano giustificare quelli di altri, è un’idea -di più: una tentazione- che può venire a chi non di militanza politica e neppure di partigianeria ideologica, ma di puro tifo partitico è preda.
    Roberto Lombardi

  3. Ruby ha fatto il suo tempo, direi, e siamo un po’ stanchini di queste storielle da rotocalco continuamente rievocate, anche ora che sono stantie.
    Del Monte dei Paschi cosa ci dite? Forse le cenette con Ruby sono atti più gravi del derubare i risparmiatori e i contribuenti italiani per risanare le banche? Qui non c’è da ridere?
    Sono lieto di sapere che ora il PD invoca il silenzio “per non screditare le istituzioni” e per non danneggiare la credibilità del sistema Italia (vedi Fassina a Ballarò, che ha balbettato scuse risibili per difendere l’indifendibile). Chissà perché i “compagni” delle istituzioni si ricordano solo quando fa comodo a loro. E chissà perché hanno trascorso gli ultimi vent’anni a screditarle con attacchi continui al presidente del consiglio e al governo, visto che questi ultimi non erano una diretta e “democratica” manifestazione del loro pensiero. Per non parlare delle lotte contro i “servitori dello Stato”, mortalmente disprezzati negli anni Settanta. Memoria corta e lingua lunga, nella più piena libertà di pensare ciò che dicono loro: ecco l’onesta democrazia dei compagni del PD!

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