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Piove e non mi sento bene, l’uomo e le meteoropatie / 1

Piove e non mi sento bene, l’uomo e le meteoropatie / 1

Dedichiamo questo spazio alla pubblicazione “a puntate”, con uscita il mercoledì e la domenica, di un recentissimo libro di Corrado Caso, specialista in idroclimatologia medica e clinica termale e autore di numerosi testi e pubblicazioni scientifiche. Il libro, dedicato alle “meteoropatie”, tratta un argomento molto dibattuto nei secoli. Come si legge nella prefazione di Bruno Ravera, infatti, il rapporto tra clima e salute dell’uomo è affrontato già dalla medicina antica (lo scritto ippocratico “Aria, acqua, luoghi” rappresenta una delle prime riflessioni razionali sul tema) ed è oggi dibattuto in ambito internazionale, soprattutto in relazione ai recenti mutamenti climatici che stanno sconvolgendo la nostra biosfera. Il libro, dopo alcuni richiami storici riguardanti la questione, spiega il significato del concetto di clima e dei suoi mutamenti, naturali o indotti; si passa poi alle cause delle meteoropatie, tra cui emerge soprattutto lo stress. Segue infine un rapido, esaustivo panorama di sindromi meteoropatiche e fattori scatenanti: in tal senso venti e attività temporalesche sono visti come le cause più comuni  delle patologie meteoropatiche, per le quali si propongono alcune tecniche di prevenzione.

CORRADO CASO

METEOROPATIE

Dei disturbi fisici e psichici provocati dalle variazioni climatiche
1
IL CLIMA NELLA STORIA DELL’UOMO

“Le malattie possono essere dovute a disturbi interni o influenze esterne, in particolare, al clima”

Ippocrate di Cos [1] è ritenuto il padre della Biometeorologia e della Bioclimatologia. Egli considerava la natura un “Quid divinum”, la causa efficiente di molti fenomeni patologici. La corruzione dell’aria, favorita da particolari condizioni climatiche come il prolungarsi del tempo umido, è stata da sempre ritenuta un fattore causale nell’insorgenza e propagazione delle malattie infettive. Considerazioni non del tutto empiriche che attribuirono l’insorgenza della terribile epidemia di peste che sconvolse l’Europa del XV secolo ad una particolare congiunzione di elementi atmosferici e astronomici. Pitagora, filosofo e matematico, nato a Samo in Grecia verso la fine del VI sec. a.C. e morto a Metaponto intorno al 480 a.C. considerava la malattia una conseguenza del turbato equilibrio tra corpo, anima e cosmo. Tito Lucrezio Caro scrittore e filosofo latino, secoli dopo asseriva nel poema scientifico-didascalico “De rerum natura” che la natura con i suoi eventi ha un’azione ostile sull’uomo costretto a difendersi da essa e materializzava il suo pensiero nel disorientamento notturno di un’umanità indifesa e senza risposte agli interrogativi sul mistero dell’esistenza.
Una storia infinita che, come filo invisibile, ha finito per legare nell’interesse e mettere a confronto culture e tradizioni geograficamente distanti. Lioeu Wan-son (1120-1200) dà, infatti, un’interpretazione scientifica della diversa influenza delle stagioni sugli organismi viventi. L’autore attribuì la relazione e la maggiore incidenza di malattie muscolari all’azione dei venti e l’incremento di patologie renali ai forti tassi di umidità. Secoli dopo, Teofrasto Bombasto Von Hohenhein (detto) Paracelso (1493/1541) considerato padre della farmacologia, allievo di Tritemio Abate di San Giacomo a Wurzburg e di Agrippa Von Nettesheim che lo iniziò all’alchimia, ascrisse l’origine delle malattie a un presunto influsso di stelle e pianeti sul “corpus” astrale dell’uomo.

“La natura è un sistema di corrispondenze invisibili rese visibili nelle sue manifestazioni e per i suoi effetti”.

[1] Ippocrate (seconda metà del V sec.-inizi del IV sec. a.C.), apparteneva alla famiglia degli Asclepiadi che vantavano la propria discendenza da Asclepio, dio della salute. I suoi scritti, raccolti nel Corpus Hippocraticum, sono ritenuti, in maggioranza e globalmente, opera genuina di un unico autore. Il trattato sulle “Epidemie” fu un modello di osservazione clinica. Quello “Sulle Arie, sulle Acque e sui Luoghi” fu congeniale, in quell’epoca, al nuovo interesse per la medicina ambientale.

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