Piove, l’Italia crolla

Piove, l’Italia crolla
di Luigi Zampoli

Italy Storm

Non c’è autunno, negli ultimi anni, che non porti con sé la furia distruttrice della natura sullo sgangherato territorio del (sic…!) Bel Paese.
Inondazioni, nubifragi, cicloni negli ultimi anni hanno devastato Liguria, Toscana, Calabria ed ora la Sardegna, sempre nello stesso periodo, una tempistica che non può essere certo casuale.
È come se pagassimo tragicamente la cambiale dovuta ai lunghi mesi di caldo ed umidità tropicale che ormai caratterizzano stabilmente l’area climatica del Mediterraneo. Ma non è solo questo.
I “mandanti”, neanche tanto occulti, di questi devastanti fenomeni della natura siamo anche noi, noi uomini che viviamo i nostri territori senza alcun rispetto per quell’ambiente di cui siamo solo “ospiti” temporanei: una politica ambientale inesistente, un’assoluta mancanza di prevenzione e di salvaguardia degli assetti idrogeologici, una bulimia di cemento e calcestruzzo che ha portato ad una urbanizzazione selvaggia e scriteriata.
Città, paesi, strade che ad ogni nubifragio diventano come fiumi e laghi, distruggendo case, cose e vite umane; ormai è diventata una puntuale ricorrenza annuale.
La natura ed i suoi elementi ci avvertono sempre con maggiore frequenza di quanto sia disastrosa la strada che abbiamo imboccato e così gli uragani ci svelano, nel modo più tragico, a cosa conduce quel coacervo di disinteresse, incuria e superficialità che parte dai comportamenti individuali fino ad arrivare alle carenze dell’azione dei vari livelli di governo del territorio.
I cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più importanti che attendono i governi, sono problematiche colme di insidie che, solo affrontate in tempo, possono giungere a benefici nel medio-lungo periodo.
Non fare nulla equivale a fare male; per ogni metro di terra che l’uomo sottrarrà dissennatamente all’ambiente, la natura si prenderà la vita di alcuni di noi, con la furia dei suoi elementi.

redazioneIconfronti

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