Mar. Set 17th, 2019

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Piovono critiche a Berlusconi, Ppe e Confindustria contro il Pdl

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Per il capogruppo dei parlamentari europei del Ppe "è stato un grave errore"

E’ un “grave errore”, secondo il capogruppo dei parlamentari europei del Ppe, Joseph Daul, la scelta del Pdl di far cadere il governo Monti. «Siamo molto preoccupati per l’Euro e l’economia europea – ha detto in una conferenza stampa a Strasburgo – non ci possiamo permettere questa politica spettacolo». Il Ppe, ha aggiunto, è contrario a tutti i populismi. Critiche arrivano anche da Confindustria, l’Italia è ancora in recessione, «immersa in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione». E’ quanto afferma il Centro studi di Confindustria nell’ultimo rapporto sugli scenari economici. E «l’orizzonte è ulteriormente offuscato dall’indeterminatezza dell’esito delle prossime scadenze elettorali».
Silvio Berlusconi, intanto, commenta la situazione e spiega che con il mantenimento dell’attuale legge elettorale «si confrontano due coalizioni e tutti i partiti che ne fanno parte sommano i loro voti e vince chi ha la somma più alta». Lo afferma l’ex presidente del Consiglio nel suo intervento a “La Telefonata” su Canale 5 spiegando che «se i provenienti da An volessero fare una loro formazione politica avremmo dei vantaggi perché la somma di voti di due formazioni supererebbe quelli di un’unica formazione». Berlusconi aggiunge che «ne stiamo parlando con amicizia e con stima l’uno dell’altro per vedere se dare vita a un gruppo con i protagonisti della storia di destra».
Mentre invece il presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo ad Unomattina ha spiegato che gli italiani sono «persone mature, non sono sciocchi» e non devono essere loro offerte, nella campagna elettorale che ormai si è avviata in vista delle elezioni politiche, «soluzioni magiche» o promettere ciò che non si può mantenere. La demagogia, il populismo, l’eccessiva semplificazione dei problemi arrivano quando si apre una campagna elettorale, spiega Monti riconoscendo che è una situazione che «c’è in quasi tutti i paesi dell’Unione europea. Anche in Italia. Sicuramente ogni periodo elettorale ha dato luogo a una tendenza di ipersemplificazione delle cose facendo presentare ai cittadini, da parte di chi chiede il voto, soluzioni un po’ magiche delle questioni. Quasi per seguire i loro istinti viscerali – sono ancora parole di Monti – e non per prospettare un futuro ai cittadini». L’impegno dovrebbe invece essere quello di «non promettere ciò che non può essere mantenuto”, di ”non trattare i cittadini come persone sciocche ma come persone mature».

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