Pizzo sulle case abusive del film Gomorra

Pizzo sulle case abusive del film Gomorra

“Pizzo” dai 300 ai 500 euro da versare come canone d’affitto agli inquilini che avevano occupato, anche abusivamente, gli appartamenti, pure quelli abbandonati e da abbattere, del famigerato complesso residenziale “Parco Saraceno” sul litorale domizio, noto per essere stato uno dei set del film “Gomorra”. Due gli affiliati al clan dei Casalesi fazione Venosa arrestati dai carabinieri di Mondragone, nel Casertano, in un’operazione coordinata dalla Dda di Napoli. Secondo l’accusa, i due indagati avrebbero anche costretto i proprietari delle abitazioni a rinunciare alla riscossione di quanto a loro dovuto per la locazione di quelle stesse case. Le estorsioni erano condotte sia nei confronti di cittadini italiani che di extracomunitari spesso senza permesso di soggiorno, intimoriti con minacce di morte subendo delle vere e proprie aggressioni fisiche. Gli episodi contestati vanno avanti dal 2009 fino ad oggi. I due arrestati sono stati, infatti, rintracciati proprio all’interno del Parco Saraceno, teatro delle attività illecite. I due sono legati, secondo gli investigatori, al ras del Parco Saraceno, Giovanni Venosa, elemento di spicco della famiglia dei ‘Cocchieri’, da tempo trasferitosi proprio nel Parco nel Villaggio Coppola. In manette l’ex convivente, Anna Iannone, e il suo inseparabile attendente Marcello D’Angelo. I tre avevano costituito una vera e propria base operativa del crimine all’interno del parco, nel quale tutto era sotto il loro controllo: dalla gestione degli affitti degli appartamenti, allo spaccio di droga. Proprio i traffici di stupefacente all’interno del parco hanno permesso ai carabinieri di ricostruire l’esistenza di una vera e propria “agenzia immobiliare”. Il Parco Saraceno fu realizzato dalla famiglia Coppola che ha creato l’intero ed omonimo villaggio, destinato in prima battuta a residenze per gli americani e, dopo la loro dipartita da Castel Volturno, fu trasformato in un vero e proprio ghetto, in continuo disfacimento. Da tempo i Venosa ci hanno messo le proprie radici facendone un bene proprio da cui ricavare illecito profitto, in barba ai diritti dei legittimi proprietari degli immobili. Stabilivano l’ammontare dell’affitto, la caparra da anticipare, la quota per la raccolta dell’immondizia e per il mantenimento del parco: una vera e propria tassa condominiale. Gestivano addirittura l’utilizzo dell’energia elettrica degli appartamenti attraverso la manomissione dei contatori dell’Enel. Chi si ribellava andava incontro ad ogni tipo di ritorsione: danneggiamenti, furti, incendi e vere e proprie aggressioni fisiche finalizzate a ‘liberare l’unità abitativa’. Gran parte degli stabili, nel tempo, sono stati dichiarati inagibili e sugli stessi, occupati abusivamente, vi è anche un’ordinanza di abbattimento. Emblematico l’episodio nel quale Anna Iannone, dopo aver percosso un cittadino nigeriano, ha incaricato Marcello D’Angelo di “ripulire” l’appartamento facendo gettare tutte le sue suppellettili dalla finestra. Le prove utili alle indagini sono state raccolte con attività tecniche, denunce presentate da alcuni proprietari di appartamenti e dalle dichiarazioni rese da pochi inquilini, stanchi di essere vessati e intimoriti. A supporto dell’attività d’indagine anche dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

m.amelia

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