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Pochi i Comuni capoluogo sui social network: su Twitter solo il 37%

Pochi i Comuni capoluogo sui social network: su Twitter solo il 37%

pa_digitaleLa presenza dei comuni capoluogo sui social media in Italia è ancora bassa. Poco piĂą di un comune su due ha una pagina ufficiale su Facebook mentre la percentuale di chi comunica tramite Twitter è appena del 37%. I dati sono ufficiali e vengono da un accurato studio del settore che mira a valutare come e quanto i comuni nel nostro Paese comunicano sui social media. La ricerca, pubblicizzata dall’Associazione Comunicazione Pubblica, è tratta dal rapporto “Social PA – Analisi delle performance dei Comuni su Facebook e Twitter” di Vincenzo Cosenza e Giovanni Arata di BlogMeter. L’arco temporale a cui si fa riferimento va dal 1 novembre 2012 al 31 gennaio 2013.
Dalla ricerca sembrerebbe emergere una scarsa capacitĂ  di dialogo da parte delle Amministrazioni comunali on line. Oltre alla mancanza di dialogo o alla scarsa propensione all’interazione con gli utenti, la ricerca evidenzia anche una scarsa comprensione del mezzo: nella maggior parte dei casi si usa Twitter e Facebook semplicemente come delle estensioni tecnologiche dell’Ufficio stampa, comunicando in maniera broadcast (da uno a molti) anzichĂ© usare le caratteristiche tipiche dei social network (e quindi l’interazione uno a uno).
Dalla ricerca emerge che su Facebook solo 13 comuni su 57 analizzati consentono ai cittadini di lasciare un post sulla bacheca. Tra i comuni che consentono ai cittadini di scrivere sulla bacheca, poi, la percentuale complessiva di risposta è bassa, con tempi molto dilatati.
Il livello dei fan delle pagine Facebook ufficiali è mediamente basso. La città di Torino supera la soglia di 20.000. Ma la ricerca fornisce ampi margini di miglioramento.
Il comune più seguito su Twitter è Torino che, con 60.000 follower precede nella classifica dei comuni più seguiti Napoli (15.000) e Firenze (10.000). Milano è la città con maggior numero di menzioni sul social network del cinguettìo, seguita da Roma e Firenze.
Una considerazione, a questo punto, è d’obbligo: ma le istituzioni usano i social network per comunicare cosa?
C’è chi preferisce dare maggiore spazio alle informazioni di servizio e di pubblica utilitĂ  e chi, invece, cerca il coinvolgimento dei cittadini con elementi visivi, sfruttando al massimo le possibilitĂ  offerte dai social network (con particolare riferimento a Facebook).
La ricerca evidenzia che il tasso di partecipazione maggiore da parte dei cittadini aumenta nel momento in cui vengono fornite informazioni di valore aggiunto per gli utenti, come per esempio informazioni di pubblica utilitĂ  o immagini evocative.
Ciò che sembra emergere è che le potenzialità di un ufficio relazioni con il pubblico on line costituisce ancora un orizzonte inesplorato.

(b. r.)

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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