Polizze false con numero verde: 17 arresti in Campania, 45 indagati

Polizze false con numero verde: 17 arresti in Campania, 45 indagati

4011-polizze-assicurative-falseUn giro d’affari superiore agli 800mila euro e oltre 20mila polizze contraffatte immesse sul mercato in poco più di quattro mesi. È quanto accertato dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca che, su delega della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha scoperto un vero e proprio gruppo criminale dedito alla contraffazione e alla commercializzazione su larga scala di polizze assicurative per responsabilità civile automobilistica di tempo temporanea, le cosiddette “cinque giorni” riconducibili alle più note compagnie assicurative italiane e non. Diciassette le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare: otto in carcere e nove ai domiciliari mentre sono 45 gli indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere, truffa e falsità in scrittura privata. Le indagini hanno consentito di far luce sull’articolato e ben organizzato sodalizio che aveva come centro decisionale ed operativo Caserta, ma era attivo oltre che nelle province di Napoli e in Terra di Lavoro, anche in alcune zone del Lazio e della Puglia. Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche si è accertato il modus operandi dell’organizzazione, «esattamente ricalcato – si legge in una nota del procuratore aggiunto Luigi Gay – su di una lecita attività di brocheraggio assicurativo e capace di creare, nella gestione delle attività criminose, una situazione di perfetta apparente legalità tale da indurre in inganno sia gli operatori del settore, che nel corso del tempo sono entrati in contatti con essa instaurando rapporti di collaborazione commerciale, sia di sovente le stesse forze di polizia chiamate ad operare controlli sulla genuinità delle polizze». Successivamente alla materiale contraffazione delle polizze, l’organizzazione criminale curava anche la loro immissione sul mercato attraverso complici che si presentavano agli operatori economici, soprattutto titolari di autorivendite, come agenti di una società di brokeraggio di livello nazionale, la “Broker Italia”, in realtà inesistente, ma proponendo loro la possibilità di una collaborazione commerciale. Acquisita la disponibilità dei rivenditori, ai quali veniva fatto sottoscrivere un vero e proprio contratto di subagenzia, venivano ceduti i modelli cartacei delle polizze in bianco contraffatte da compilarsi all’atto della stipulato del contratto con il cliente, da svolgersi attraverso un collegamento telematico a siti internet. Un meccanismo che sembrava solo apparentemente riferibile alla compagnia assicurativa formale titolare della polizza, ma in realtà creati e gestiti dalla stessa banda. Sulle polizze emesse veniva anche riportato un numero verde collegato a un call center, attraverso il quale un componente dell’organizzazione (“Valeria di Broker Italia”, identificata in Diletta Iuliano, arrestata questa mattina) forniva rassicurazioni a chi nutrissero dubbi sulla genuinità delle polizze o chiedessero spiegazioni sulla copertura assicurativa. Nel periodo di indagine dei carabinieri i vertici del sodalizio criminale sono stati oggetto di vere e proprie imposizioni estorsive da parte di personaggi legati alla criminalità organizzata dell’Agro aversano. Richieste formalizzate prima attraverso il versamento di una somma periodica di 5mila euro mensili e poi pretendendo la cessione del know out del meccanismo truffaldino. Nel corso delle indagini sono state rinvenute e sequestrate oltre 3.500 polizze contraffatte e, all’interno dei locali utilizzati dal gruppo come stamperia, materiali e macchinari necessari per riprodurre le assicurazioni.
Secondo l’accusa l’organizzazione criminale del Casertano dedita alla contraffazione e la commercializzazione su larga scala di polizze assicurative false per responsabilità civile automobilistica pagava anche la tangente al clan di riferimento. Lo dicono le indagini dei carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca coordinate dal pm di Santa Maria Capua Michele Caroppoli. «In tutto sarebbero stati versati cinque mila euro a un’organizzazione criminale con versamenti mensili – spiega il procuratore aggiunto Luigi Gay – attraverso anche la richiesta di cessione del know how del meccanismo truffaldino». La mente dell’organizzazione si trovava a Caserta, e la tipografia dove venivano stampate le polizze false a Sparanise. Lì i carabinieri hanno sequestrato quattromila contrassegni fasulli. In quattro mesi, il gruppo di truffatori ha immesso sul mercato oltre 20mila polizze delle compagnie assicurative più disparate. La società si appoggiava anche ad agenzie delle Puglia e del basso Lazio, oltre che della Campania. In manette sono finiti Vincenzo Bruno (il dominus dell’organizzazione), Ottavio Tarallo. Giuseppe Rinaldi, Vincenzo Mariniello (figlio di un noto pregiudicato legato a clan camorristici), Dionigi Catena, Stefano Franzoso, Giuseppe Napolano, Diletta Iuliano, Nicola Di Tella, Eugenio Golino, Francesco Catalano, Gaetano Del Prete, Luigi Sportiello, Nicola Ullo, Maurizio D’Avino e Jessica Cesarano.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *