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Polvere di stelle, De Luca fuori dal governo

Polvere di stelle, De Luca fuori dal governo
di Andrea Manzi
Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca

Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca

Lo avevamo scritto ieri nelle 140 battute della nostra rubrica quotidiana “resistenze” che Vincenzo De Luca non aveva una sola possibilità di entrare nel governo Renzi. Lanciare nel governo un personaggio come lui sarebbe stato il più grave degli azzardi. La motivazione era di tipo logico: la politica, per quanto schizofrenica, non può mai derogare alla credibilità e alla verosimiglianza, soprattutto nel momento in cui le istituzioni sembrano squagliarsi come un budino.

Come poteva Renzi portare al governo del paese il simbolo di un’incompatibilità/non incompatibile divenuta il tormentone goliardico nazionale? Avrebbe sepolto la propria credibilità elevando al rango di ministro un sindaco usurato e trombone, che ha usato (e usa) l’amata città per strategie personali (e familiari) e antepone le scadenze elettorali e il cursus honorum agli interessi pubblici e al decoro istituzionale.

Negli ultimi tempi, la conversione a U del mediatismo corrivo, che ha portato De Luca dapprima alla ribalta quale simbolo di efficienza e poi al tuffo nella polvere del dileggio nazionale, ha falciato la residua credibilità di un’era salernitana ormai saldamente legata al passato: opere incompiute, imprudenza amministrativa con iniziative al limite o in dispregio della legalità, bussola di una politica puntata sulla edificabilità intensiva dei suoli, con la città diventata un’arena nella quale costruttori anche di incerta provenienza si contendono le ultime zolle da inscatolare nel cemento selvaggio.

No, Renzi non poteva riconoscere premialità ad un disastro economico-finanziario che ha indotto gli stessi revisori dei conti del Comune ad alzare le mani e la voce, quando hanno realizzato l’abisso dei bilanci municipali. Ma De Luca ha sempre prospettato, nei momenti difficili, alternative oppiacee nelle quali disciogliere i timori della povera gente. E così, nei giorni scorsi, la sua retorica nazional-popolare ha illustrato ancora una volta progetti faraonici con l’intento di nascondere la decadenza della città. L’alleanza politica-cemento è sapientemente contrabbandata per un’urbanistica di conio europeo sulla pelle della vivibilità e dell’ecosistema.

I senza speranza e gli ultimi possono legarsi ai sogni e credere a De Luca. Renzi no, perché non è ultimo ma semplicemente primo super partes, cui non servono tessere sbiadite che ne depotenzino il mosaico.

Perché, dunque, la comunicazione pubblica del Comune e la cinghia informativa di giornali non proprio autonomi hanno assecondato, per una settimana, un’ipotesi assurda? Pura propaganda di tradizionale memoria, base fragile sulla quale Vincenzo De Luca ha costruito per anni un impero di consensi e di relazioni, alimentando un’immagine non corrispondente alla realtà. Su quest’equivoco la città si è impoverita, la democrazia è implosa, la partecipazione si è arresa. Renzi, dal canto suo, ha sfruttato ciò che resta di De Luca: un po’ di voti congressuali raccattati in un partito padronale. Altro non c’era da prendere e non c’era nemmeno un’esperienza da valorizzare sul piano nazionale, perché oltre all’attitudine al sindacato, il nostro non ha dimostrato nulla, né nel partito né in Parlamento né al Governo. Nel primo è un’insidia, nel secondo è stato un’ombra, nel Governo ha interpretato una commedia finita in farsa.

Per nascondere la sconfitta bruciante di ieri ascolteremo da oggi in avanti, e per un po’ di tempo, la descrizione di altre prospettive, conquista Regione in testa.

Molti in città però sono stanchi, depressi e poco disposti ad ascoltare altri racconti fantasiosi tesi a ritardare il ricambio della classe dirigente. Per la Regione, in particolare, occorrerà preventivamente decidere, con ampi coinvolgimenti della base del partito, se consentire a chi ha già sonoramente fallito una prova d’appello. La si consente, in genere, a chi dimostra di meritarla con umiltà, non a chi la pretende, incurante dei disastri commessi e dei delicati nodi ancora da sciogliere in sede giudiziaria.

(I Confronti – Le Cronache del Salernitaano)

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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