Pontecagnano “I giorni della merla”: proiezione di un film sugli orti urbani

Pontecagnano “I giorni della merla”: proiezione di un film sugli orti urbani
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Matteo coltiva la sua insalata, Sabato dice che la sua zucca è più grande e bella delle altre. Zio Vincenzo usa il concime naturale.
Storie di anziani che rivivono grazie agli orti sociali e altri anziani che non hanno mai abbandonato il proprio paese, Pruno nel Cilento interno. E’ questo il tema portante del documentario “I Giorni della Merla” di Andrea D’Ambrosio e Carla del Mese che verrà presentato da Legambiente circolo “occhi verdi”(senza alcun contributo pubblico) sabato 24 novembre alle ore 18.30 presso l’ex tabacchificio Centola a Pontecagnano nell’ambito della settimana nazionale Unesco.
Interveranno gli autori, i protagonisti, Michele Buonomo presidente Legambiente Campania e Francesco Paolo Innamorato coordinatore rete per il turismo Provincia di Salerno.Partendo dagli orti del Parco Archeologico di Pontecagnano, esperienza di Legambiente pioniera in tutto il sud Italia, il film narra di come sia necessario per gli esseri umani un ritorno alla terra per combattere solitudine ed emarginazione. Angelo Avagliano, racconta invece la sua esperienza di ospitalità rurale a Pruno e Laurino. Altre esperienze raccontate sono gli orti di Eboli ed Agropoli. La pellicola prodotta nel 2010 da Associazione Leonia, Provincia di Salerno e Legambiente Campania ha girato numerosi festival, da Cinemambiente di Torino al festival del cinema italiano di San Diego dove fu presentato insieme al film “le rupi del vino” di Ermanno Olmi.
“Questo film mostra come sia importante creare più spazi verdi e di vita nelle città che subiscono l’avanzata del cemento e delle ruspe. Speriamo che non diventi presto un film di repertorio, dopo aver letto le dichiarazioni di alcuni sindaci contro i vincoli paesaggistici. Chi amministra dovrebbe tutelare il buon vivere dei cittadini e non immaginare colate di cemento, soprattutto in un momento in cui il mercato immobiliare è fermo e in zone già di per se degradate. Bisogna assolutamente fermare con ogni mezzo le ruspe e vigilare che i Puc che si stanno discutendo in diversi comuni non diventino una gabbia clientelare e speculativa”.

redazioneIconfronti

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