Poste Italiane, disservizi oltre ogni livello di guardia

Poste Italiane, disservizi oltre ogni livello di guardia

Cari Confronti,
Buonasera. Spero innanzi tutto di ricevere risposta.
Recentemente ho dovuto inviare due raccomandate tramite Poste italiane e in entrambi i casi ho avuto enormi problemi per la consegna, a fronte di un costo sempre crescente.
Nel primo caso la raccomandata è arrivata dopo due settimane, una segnalazione e un reclamo aperti (ancora senza esito quest’ultimo). Nel secondo caso, il sito di Poste italiane, attraverso il monitoraggio on line, mi fa intendere che la missiva, inviata il 29 dicembre, sia stata smistata a un ufficio postale sbagliato (portalettere assegnatario di Tor Pignattara per consegna a Roma Prati…) e chissà quanti giorni ci vorranno per capire se mai arriverà a destinazione. Senza contare le numerose chiamate al call center. In entrambi i casi si tratta di comunicazioni importanti.
È possibile sporgere reclamo, ma lo stesso risulta molto lento e difficilmente il rimborso, quando riconosciuto, supererà l’importo della spedizione. I danni però non si limitano a quella spesa, come è facile capire.
Vorrei quindi sapere, visto che mi pare di averlo letto sul sito, se e quando si farà una class action contro questa azienda monopolista e gravemente difettosa e, in caso non siate direttamente interessati, a chi posso rivolegermi.
Grazie in anticipo e cordiali saluti.

Ilaria Mainardi

Gentile lettrice, siamo inondati di proteste, ma purtroppo non registriamo adesioni sufficienti alla nostra proposta di una class action. Torneremo presto sull’argomento, anche perché aumentano le denunce di disservizi. (a.m.)

redazioneIconfronti

3 pensieri su “Poste Italiane, disservizi oltre ogni livello di guardia

  1. Caro Cristiano, ma anche Gentilissimo dott. Manzi,
    è il frutto delle privatizzazioni intese all’incontrario. Si privatizza non per rendere il tutto più efficiente, ma per consentire allo Stato di scaricarsi di dosso tutti i settori nei quali in passato dei servizi al cittadino venivano resi; mentre ora la quantità di questi è inversamente proporzionale alla quantità di tasse e balzelli che vengono imposti. Sto scrivendo da un paese del Cilento per il quale, come per tanti altri in Italia, è stata annunciata la prossima chiusura dell’ufficio postale. A nulla sono valse le proteste dei sindaci e dei cittadini, le sottoscrizioni e quant’ altro. Il piano, pensate un po’, di RAZIONALIZZAZIONE va avanti, in barba ad ogni esigenza della povera gente, dei vecchi, dei disabili, di quelli che non hanno mezzi per andare altrove. Già ma ora le poste sono private! Come il tristemente famoso MPS di questi giorni? Diventeranno le Poste un altro strumento di controllo in mano non si sa a chi? Eppure Poste Italiane, ora private, ingrassano sui risparmi dei cittadini, risparmi che specialmente in questi piccoli centri, in assenza di sportelli bancari, sono assolutamente cospicui. E i nostri politici? Ma in questi tempi sono in tutt’altre faccende affaccendate. Che fare? non sarebbe il caso di rispedire al mittente, in blocco, tutti i certificati elettorali, visto che no ci sentiamo rappresentati da una classe politica che, nonostante i corposi programmi elettorali, i contratti firmati e giù di lì con tutti i loro ragionamenti più o meno astrusi, veri specchietti per le allodole, altro non fano che pensare a come conquistare una bella poltrona che tutti sappiamo quanto siano redditizie? Voi, gentile direttore, quarto potere, dateci sotto con forza a mettere in luce le cattive intenzioni di questi manigoldi. Speriamo di non offenderli. Sono così delicati di animo! Distinti saluti

  2. In data 31/12 ho spedito un pacco negli USA con corriere EMS; l’impiegato dell’ufficio postale, incompetente oltre ogni limite, mi ha tolto i fogli della dichiarazione doganale dicendo che non erano necessari. Ovviamente il pacco è tornato indietro ed ancora più bello è il fatto di essere da 6 giorni bloccato all’sda di Roma Fiumicino: sto chiamando da altrettanti giorni per farlo rispedire all’ufficio postale di Roma ( n.b. stessa città) e ancora nulla. Come posso comportarmi? posso sporgere denuncia? ( reclamo già presentato )
    A gente simile andrebbe tolto il lavoro e dovrebbero marcire in strada

  3. Gentile signora,
    dopo una verifica puntuale con le associazioni dei consumatori e con legali di nostra fiducia, abbiamo appurato che la class action non è una strada conveniente da percorrere, per motivi puramente burocratici. Il giudice, investito della questione, potrebbe pronunciarsi solo sul piano “teorico” circa la sussistenza del diritto dell’utente, non potendo ordinare, nel caso specifico, alcun risarcimento. Come ci ha spiegato il dott. Giuseppe D’Orta della sede regionale dell’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) non ci sono infatti azioni collettive del genere, giacché la class action italiana “è nata per non funzionare, ponendo degli ostacoli non da poco verso la realizzazione concreta. Ostacoli solo molto parzialmente abbattuti dalle recenti modifiche alla norma. Nei confronti di pubbliche amministrazioni e, come è il caso delle Poste, soggetti che operano in regime di concessione da parte di questa, non è possibile una azione collettiva volta al risarcimento del danno ma esclusivamente un’azione tesa ad ottenere quanto spetta in termini di servizio. In pratica, si andrebbe davanti ad un giudice solo per veder sancito il diritto a ciò che spetta per legge-regolamento”.

    Non ci resta, dunque, che insistere con le nostre denunce giornalistiche.
    Andrea Manzi

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