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Potere al popolo, la sfida elettorale alternativa

Potere al popolo, la sfida elettorale alternativa
di Gennaro Avallone

Potere al popolo parteciperà alle elezioni del 4 marzo. In meno di dieci giorni sono state raccolte oltre 50 mila firme e superato il limite posto dalla legge elettorale. Di conseguenza, come ha scritto Viola Carofalo, portavoce nazionale della lista, “da domani comincia la parte più bella, creativa e gioiosa di questa campagna elettorale, tra la gente e per le strade”.

Per molti degli attivisti e delle attiviste confluite in Potere al popolo non si introduce alcuna reale discontinuità. Le attività di mutualità, organizzazione, agitazione che svolgono nella vita quotidiana continueranno come prima. Semplicemente, cercheranno di avere maggiore visibilità con lo scopo di introdurre, anche nella campagna elettorale, temi, proposte, condizioni, interessi e bisogni sociali normalmente esclusi dal dibattito politico o piegati alle esigenze strumentali della propaganda.

Potere al popolo è un’aggregazione politica ma anche una campagna sociale che mette insieme tante e tanti lavoratori precari e autonomi a tutele ridotte, pensionati, militanti politici e sindacali, attivisti ed attiviste impegnate in sevizi di mutuo-aiuto contro la povertà ed i processi di impoverimento ed esclusione sociale differenziale, nelle lotte antirazziste e a sostegno di politiche abitative che vadano oltre l’emergenza e la repressione.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

Dunque, una parte consistente delle esperienze di conflitto, autorganizzazione, movimento sociale che hanno attraversato la società italiana nell’ultimo quindicennio si è messa insieme, in connessione con quanto si è mobilitato altrove dai movimenti femministi a quelli della popolazione migrante, dalle campagne in solidarietà alla resistenza curda alle mobilitazioni per cambiare radicalmente le logiche dello spazio europeo.

All’interno di questa logica, che ha messo al centro la volontà di rappresentare i non rappresentati in termini sociali ma anche di proposta politica insieme ad una dose notevole di entusiasmo e presa di parola diretta, sono state individuate anche le candidature. Queste sono state espressione di quel fermento politico e sociale che ha risposto alla crisi in corso da oltre un decennio, cercando di non farsi schiacciare dalla sua forza e dall’attacco condotto contro le classe popolari e le nuove generazioni dalle politiche di austerità che hanno incrementato disuguaglianze e tassi di povertà, specialmente in Italia, Grecia, Spagna ed altri paesi europei, Germania compresa.

Queste candidature introducono una novità rilevante nella campagna elettorale in corso. La temerarietà, l’entusiasmo, l’orizzontalità, la partecipazione di Potere al popolo agiranno nello stesso campo di chi, al contrario, vuole riprodurre a tutti i costi sé stesso, la propria famiglia e le clientele di riferimento nelle rendite di posizione conquistate nel tempo. E si proporranno, così, come radicalmente alternativi all’idea che i figli dei piccoli potenti locali non emigrano, ma vengono candidati alle elezioni sicuri di divenire parlamentari, per mettere al centro gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione contro quelli delle satrapie che impoveriscono la società e le istituzioni.

È un insieme di scommesse la proposta di Potere al popolo: riconoscerne la rilevanza sociale oltre che politica è un primo passo per ammettere che le politiche in corso da oltre un decennio non vanno bene e vanno cambiate per rispondere positivamente a chi ha ricevuto, e continua a ricevere, porte in faccia dai luoghi e colloqui di lavoro all’iscrizione all’università, dal sistema di accoglienza dei richiedenti asilo alle procedure per gli esami medici nelle strutture sanitarie.

 

 

 

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