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Potere al popolo per recuperare la società alla politica

Questa nostra rubrica “Società e politica” è aperta a quanti hanno esigenza di discutere, dibattere e promuovere temi legati all’attuale competizione elettorale. Prima ancora della specificità delle tesi e delle loro ragioni, vi è infatti l’esigenza democratica di poter far conoscere le proprie idee in un momento in cui l’informazione appare molto carente nella sua vocazione pluralistica e democratica. Il primo intervento che ospitiamo è del professor Gennaro Avallone, difensore delle minoranze e schierato sempre in prima linea nella difesa dei diritti e della giustizia sociale.

di Gennaro Avallone

potere-al-popolo-napoli“Puntiamo al cielo per rimanere in piedi”. È il verso di una potente canzone di Assalti Frontali, uno dei primi e il più longevo gruppo rap in Italia. È questo verso che mi richiama la recente irruzione nella campagna elettorale in corso della lista Potere al Popolo. Un’aggregazione composita che mette insieme centri sociali, collettivi politici territoriali, singole persone, attivisti ed attiviste sindacali, antirazziste, femministe, ecologiste e altre da tempo impegnate a fianco e all’interno delle mobilitazioni della popolazione immigrata, oltre a Rifondazione comunista, il Partito del Sud e il Partito comunista italiano.

Una composizione per molti aspetti inedita, che introduce una novità nel contesto politico nazionale, nata dall’interruzione del cosiddetto percorso del Teatro Brancaccio in cui sulla spinta di Anna Falcone e Tomaso Montanari si stava tentando di rimettere insieme una forza di sinistra. La conclusione di quel percorso, collegata alla successiva alleanza elettorale sotto il nome “Liberi e uguali” guidata dall’ex Presidente del Senato Pietro Grasso, è stata interpretata come una possibilità dalle attiviste e dagli attivisti del centro sociale di Napoli Je so’ pazzo che hanno lanciato l’idea di continuare ad incontrarsi in ogni caso. Il loro appello è stato raccolto da tante persone che, in circa un migliaio, si sono riunite per il primo incontro a Roma il 18 Novembre scorso. Hanno deciso di organizzarsi per partecipare alle prossime elezioni. Si sono date un nuovo appuntamento che a Dicembre ha ufficializzato questo tentativo, riconoscendosi nel nome Potere al popolo, un nome evocativo dell’Unidad popular cilena e delle canzoni degli Inti Illimani, che si ricorda anche le canzoni Power to the people di John Lennon e People Have the Power di Patti Smith. Da allora è stato scritto il programma e si sono svolte oltre 150 assemblee in tutte le regioni d’Italia per conoscersi, confrontarsi, chiarirsi le idee. Le assemblee stanno culminando proprio in questi giorni nell’indicazione e scelta delle persone da candidare, rappresentanti delle diverse espressioni sociali di Potere al popolo, provenienti soprattutto da mobilitazioni, lotte e percorsi di organizzazione sociale e sindacale che hanno attraversato il territorio nazionale nell’ultimo quindicennio.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

È forte la pluralità sociale che sta animando le assemblee di Potere al popolo. È evidente il protagonismo di tante ragazzi e tante ragazze, che hanno deciso di partecipare a questa campagna in prima persona. È utile che il resto della società e del mondo politico e dell’informazione si mettano in ascolto di queste voci. Sono voci che si propongono di autorapresentarsi, di andare oltre la logica della delega. E di farlo fuori dal risentimento, sapendo che questo atteggiamento non cambia la situazione, sapendo che il rancore è conservativo, non è capace di trasformarsi in processi di liberazione. È un tentativo, dunque, di rimettere al centro della pratica politica la partecipazione conflittuale delle aree della popolazione normalmente lasciate fuori dal dibattito elettorale o ridotte a suo oggetto. È un tentativo di declinare positivamente la parola popolo, inteso non come l’insieme della cittadinanza nazionale, ma come l’articolata parte di società, delle aree popolari, che sta pagando la crisi, in termini di impoverimento, sfruttamento lavorativo, riduzione delle possibilità di accesso ai servizi sociali e sanitari, assenza di politiche per la casa.

Non sarà semplice la strada di Potere al popolo e chi lo sta animando ne appare consapevole, tanto è vero che parla esplicitamente di una sfida da accettare. Però è una strada che sta entusiasmando chi vi sta partecipando, con l’obiettivo di dare una prospettiva più ampia alle pratiche politiche e sociali antagonistiche dell’ordine presente. Per molti si tratta di una strada inutile, a cui preferire accordi elettorali e deleghe ai potenti. Evidentemente, per chi si sta impegnando in questa campagna di Potere al popolo le cose stanno diversamente e quella strada collettiva va costruita per ridare ad ampie parti della società una prospettiva futura migliore e non chiusa nel rancore, nella paura e nell’odio. È in questo senso che la sfida è difficile ma appassionante. E merita attenzione.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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