Home
Tu sei qui: Home » Ethos » Prete pedofilo, Ratzinger sapeva ma non denunciò i fatti

Prete pedofilo, Ratzinger sapeva ma non denunciò i fatti

Prete pedofilo, Ratzinger sapeva ma non denunciò i fatti

Papa_BenedettoXVIGli scandali sessuali e i casi di pedofilia sembrano essere un vero e proprio tormento per la Chiesa alla vigilia del conclave per l’elezione del nuovo Pontefice. Secondo qualcuno sarebbero questi i motivi alla base delle dimissioni di Papa Ratzinger. In un polverone di voci e indiscrezioni, oggi arriva anche un’altra notizia destinata a creare non pochi problemi ai vertici della Chiesa: il papa emerito sarebbe stato a conoscenza di casi di pedofilia che si sono verificati nella chiesa savonese e, come i vertici della curia locale, non avrebbe denunciato i fatti alla magistratura. La notizia è stata tirata fuori da “Le Iene”, trasmissione andata in onda nella serata di ieri, e oggi dal quotidiano ligure “Il Secolo XIX”.
All’epoca dei fatti Papa Ratzinger era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il quotidiano ligure è in possesso di documenti, sequestrati dalla Procura della Repubblica di Savona un anno fa e prelevati dalla cassaforte della Curia savonese nell’ambito di un’indagine su casi di pedofilia avvenuti nella diocesi. Proprio questi documenti mostrerebbero che il papa emerito, due anni prima dell’elezione a Pontefice, quando era a capo dell’organo deputato a vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica, fosse a conoscenza dei casi di pedofilia.
Nella vicenda compaiono anche personaggi illustri della Chiesa oggi, come il cardinale Domenico Calcagno, già vescovo della diocesi di Savona, che parteciperà al prossimo conclave.
I fatti sono stati riportati accuratamente anche da “Le Iene”, in cui ci sono state le testimonianze dirette delle vittime degli abusi ad opera di un sacerdote pedofilo, don Nello Giraudo. La trasmissione ha anche riportato la notizia della lettera del 2003 con cui il vescovo Calcagno informava Ratzinger – non ancora Papa – del caso di un sacerdote pedofilo; in quella missiva il vescovo, che manifestava la sua intenzione di voler tenere il sacerdote lontano dai bambini «per quanto possibile», chiedeva al futuro pontefice un consiglio sull’atteggiamento da tenere «intendendo il Sacerdote continuare con un impegno pastorale».
La denuncia a Ratzinger pare sia stata comunque tardiva, in quanto coperta da un silenzio di anni da parte di tre vescovi che sarebbero stati messi subito a conoscenza dei fatti: monsignor Giulio Sanguineti, monsignor Dante Lafranconi e il cardinale Calcagno.
Don Nello Giraudo, il prete pedofilo, nel 2012 ha patteggiato un anno di carcere per abusi sessuali compiuti su un diciassettenne e risalenti al 2005. Le altre violenze compiute su altri bambini sono oramai in prescrizione.
La cosa che più colpisce è che don Giraudo, in uno degli ultimi interrogatori prima della condanna, avrebbe ammesso ai giudici di aver raccontato le sue “problematiche” ai superiori; problematiche che sarebbero state puntualmente occultate dai vescovi savonesi. Addirittura al sacerdote pedofilo, dopo vari trasferimenti di parrocchia in parrocchia, era stata affidata una comunità per bambini disagiati a Feglino.
Le parole della sentenza di condanna di don Giraudo sono molto dure: «La sola preoccupazione della Curia era quella di salvaguardare l’immagine della Diocesi piuttosto che la salute fisica e psichica dei minori che erano affidati ai sacerdoti».
Don Giraudo non è più sacerdote, dopo le denunce, e oggi – secondo quanto riporta Il Secolo XIX – vive tra Carbuta e Savona – dove possiede due case di proprietà.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 733

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto