Previdenza amica / Pensione di anzianità, ecco a chi spetta

Previdenza amica / Pensione di anzianità, ecco a chi spetta

pensionati.jpeg-22222222222222222Nella pagina di oggi, analizziamo le condizioni per le quali è possibile che un lavoratore maturi il diritto ad un trattamento pensionistico diretto anticipatamente rispetto al limite di età o vecchiaia fissato da ciascun ordinamento giuridico che rispettivamente regola uno specifico rapporto di lavoro privato o pubblico. In materia di diritto alla pensione, cosiddetta anticipata, la legge Fornero n. 214 del 22 dicembre 2011 instaura un doppio regime di trattamento. Si deve distinguere infatti tra:

a)    i lavoratori che maturano il diritto alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2011, i quali possono accedere al diritto alla pensione anticipata con le regole precedentemente in vigore all’entrata della legge n. 214 del 22 dicembre 2011;

b)    i lavoratori che maturano il diritto alla pensione cosiddetta anticipata dopo il 31 dicembre 2011, i quali viceversa possono accedere al diritto in base alle nuove disposizioni introdotte dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011;

c)    i lavoratori ai quali, pur non avendo maturato il diritto alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2011, continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti all’entrata in vigore della legge n. 214 del 22 dicembre 2011. Tali deroghe, e quindi l’autorizzazione alla concessione di nuovi trattamenti di pensione in base alle vecchie disposizioni normative, sono ammesse e disciplinate di volta in volta nei limiti delle risorse finanziarie rese disponibili dai governi nazionali. La mancanza di disponibilità di tali risorse è all’origine del fenomeno dei cosiddetti “esodati”, e cioè di tutti quei lavoratori che, cessando dal servizio, al fine del riconoscimento del relativo trattamento di pensione non possono beneficiare dell’applicazione dei vecchi requisiti normativi.

A) LA PENSIONE DI ANZIANITA’ PRIMA DELLA LEGGE FORNERO

A CHI SPETTA (*)

Il diritto alla pensione di anzianità, entro il 31 dicembre 2011, si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l’età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi. Per i lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensione sostitutivi ed integrativi, a partire dal 1° gennaio 2011, è necessario raggiungere quota 96 con almeno 60 anni di età:

  • quota 96 (60 anni di età + 36 di contributi oppure 61 anni di età + 35 di contributi)

Per i lavoratori autonomi è necessario raggiungere invece quota 97 con almeno 61 anni di età:

  • quota 97 (61 anni + 36 di contributi oppure 62 anni + 35 di contributi)

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.
Si può andare in pensione a prescindere dall’età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tale ipotesi, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

QUANDO SPETTA (*)

I lavoratori che, a partire dal 1.1.2011, perfezionano i requisiti anagrafici previsti possono accedere alla pensione di anzianità con un “differimento” di:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti se la pensione viene liquidata a carico del Fondo Lavoratori Dipendenti e dei fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti se la prestazione viene liquidata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti).

La decorrenza della pensione è fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti.

È richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. L’eventuale ripresa dell’attività lavorativa dipendente da parte del lavoratore che consegue la pensione di anzianità non può in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico. Non è, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

B) LA PENSIONE DI ANZIANITA’ DOPO L’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE FORNERO

A CHI SPETTA (*)

1) Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

Dal 1° gennaio 2012, i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata se in possesso delle seguenti anzianità contributive:

anzianità contributiva

Decorrenza

Uomini

Donne

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 42 anni e 5 mesi* 41 anni e 5 mesi*
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 42 anni e 6 mesi* 41 anni e 6 mesi*
dal 1° gennaio 2016 42 anni e 6 mesi** 41 anni e 6 mesi**

*Requisito adeguato alla speranza di vita
**Requisito da adeguare alla speranza di vita

Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa.

Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione pari ad un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a due punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

La predetta riduzione si applica sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo. Pertanto, per coloro che hanno un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011; mentre, per coloro che hanno un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la cui pensione è liquidata nel sistema misto, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Tale riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici non si applica a coloro che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, a condizione che tale anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo tutta la contribuzione obbligatoria e da ricongiunzione, i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria. La contribuzione derivante da riscatto, invece, può essere considerata utile solo se connessa dall’origine con una effettiva attività lavorativa.

2) Soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996

Dal 1° gennaio 2012, i soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al ricorrere di una delle seguenti condizioni:

a) secondo i seguenti requisiti contributivi:

requisiti contributivi

Decorrenza Uomini Donne
dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 42 anni e 5 mesi* 41 anni e 5 mesi*
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 42 anni e 6 mesi* 41 anni e 6 mesi*
dal 1° gennaio 2016 42 anni e 6 mesi** 41 anni e 6 mesi**

*Requisito adeguato alla speranza di vita

**Requisito da adeguare alla speranza di vita

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo – con esclusione di quella derivante dalla prosecuzione volontaria – mentre quella accreditata per periodi di lavoro precedenti il raggiungimento del 18° anno di età è moltiplicata per 1,5. Nei confronti dei lavoratori con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996 non opera la riduzione del trattamento pensionistico in caso di accesso alla pensione ad un’età anagrafica inferiore a 62 anni.

b) Al compimento di 63 anni, a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che l’ammontare della prima rata di pensione risulti non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.
Ai fini del computo dei 20 anni di contribuzione “ effettiva” è utile solo la contribuzione effettivamente versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto), con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo

(*) Fonte: www.inps.it

 

 

redazioneIconfronti

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