Mar. Lug 16th, 2019

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Primarie, Bersani in vantaggio ma è ballottaggio

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Non c’è vittoria al rimo turno: in testa Bersani con il 44,4%, secondo Matteo Renzi al 36,4%,

Sono circa 3,5 milioni i cittadini che hanno votato alle primarie del centrosinistra. E’ questa la cifra che circola al comitato per le primarie del centrosinistra anche se, secondo le prime stime diffuse dai renziani, si sarebbero superati i 4 milioni di votanti ai gazebo. Una buona affluenza, in linea, comunque con le precedenti consultazioni di questo tipo del centrosinistra e del Pd. Si tratta di una cifra quasi uguale a quella per le primarie del segretario del Pd che incoronarono Walter Veltroni nel 2007. La prima volta è stata sette anni fa: era il 16 ottobre del 2006 quando i sostenitori del centrosinistra scelsero Romano Prodi come candidato premier dell’Unione nelle prime elezioni primarie della storia d’Italia. Per votare bisognava aver compiuto 18 anni e versare 1 euro per finanziare la campagna elettorale. Erano ammessi anche gli stranieri residenti in Italia. Si presentarono 4.311.000 persone. Prodi si impose con 3.182.000 voti (il 74,1% dei consensi). Nel 2007 e nel 2009 si sono svolte altre primarie nazionali per la scelta del segretario del Pd. Le prime videro la vittoria di Walter Veltroni, che si impose con 2.6667.00 voti. A votare furono 3.517.000 persone. Nelle primarie del 25 ottobre 2009 gli iscritti del Pd scelsero Pier Luigi Bersani come segretario. A votare furono 3.102.709 persone. Non c’è vittoria al rimo turno: sarà ballottaggio e in testa c’è Pierluigi Bersani con il 44,4% (al 50% dei seggi scrutinati), Matteo Renzi è secondo al 36,4%, terzo il governatore della Puglia Nichi Vendola con quasi il 15%, poi Laura Puppato con il 2,9%, ultimo Bruno Tabacci con l’1%. Pier Luigi Bersani si dice «Stracontento, giornata magnifica… Queste primarie le abbiamo volute, le ho volute queste primarie». E spiega: «Ho sentito adesso Renzi, lo abbraccio. Diceva che ho accettato la sua proposta di fare le primarie, questo in amicizia proprio non glielo consento». «E’ andata bene in tutt’Italia, sono ovviamente soddisfatto per il mio risultato, ma prima ancora per il successo enorme di questa nostra iniziativa». Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, con le primarie del centrosinistra «abbiamo fatto un regalo a questo paese che ha bisogno di riprendere fiducia». A Piacenza prima di incontrare i suoi sostenitori, commentando i risultati del primo turno, Bersani ha aggiunto in merito all’ottimo risultato a Bettola, suoi paese d’origine, e in Emilia: «Dicono che nessuno è profeta in patria… a volte non è sempre vero». Il segretario continua ancora: «Se io non avessi detto di fare il ballottaggio, oggi sarei il candidato premier del centrosinistra, avrei stravinto. Ma il punto è che dobbiamo essere sicuri che il candidato dei progressisti abbia più del 50% dei progressisti». Non manca una stoccata a Silvio Berlusconi: «E’ sempre nello spogliatoio con una scarpetta allacciata e una no…». Lo dice Pier Luigi Bersani, parlando da Piacenza. «Vorrei facessero le primarie – prosegue – perché è tutta salute per il sistema. Vedo Alfano in difficoltà – aggiunge – mi spiace». Sul suo successo al sud Bersani dice: «Posso dire che la sofferenza c’è in tutta Italia. Ma io giro spesso il Sud e là c’è una sofferenza particolare e io ho molto orecchio per i problemi quando sono acuti».

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