Primarie cs / Alle undici già raggiunta la quota di 1 milione di elettori

Primarie cs / Alle undici già raggiunta la quota di 1 milione di elettori

«I dati pervenuti dai nostri rappresentati ai seggi ci dicono che, alle ore 11.00, hanno votato circa 940.000 persone; su questa base, al momento stimiamo una affluenza possibile a fine giornata intorno ai 3.600.000 cittadini». Lo dice Nicola Danti, del comitato nazionale di Matteo Renzi. «Si conferma la bontà della delle primarie, che sono innanzitutto una festa della partecipazione e della democrazia – aggiunge Danti – nonostante le regole e le difficoltà che abbiamo riscontrato e che ci vengono segnalate in ogni parte d’Italia».
Le code ai seggi fin dalla mattinata sono una costante praticamente in tutte le grandi città: Roma, Milano, Firenze, Genova, Torino, Venezia, Napoli, Palermo, Cagliari. Lo scrutinio si svolgerà stasera stessa, a chiusura seggi senza soluzione di continuità. Attesi intorno alle 22 i primi risultati attendibili. La sfida al primo turno è a cinque: il Segretario del Pd Pierluigi Bersani, il Sindaco Pd di Firenze Matteo Renzi, il leader Sel e Governatore della Puglia Nichi Vendola, la Consigliere regionale Pd del Veneto Laura Puppato, l’Assessore Api nella Giunta Pisapia al Comune di Milano, Bruno Tabacci, ex presidente dc della Regione Piemonte e fra i fondatori dell’Udc con Pier Ferdinando Casini prima del passaggio con Rutelli. Se nessuno dei cinque candidati conquisterà oggi il 50% dei consensi domenica prossima si terrà il ballottaggio decisivo fra i due più votati al primo turno. I sondaggi hanno previsto come ipotesi più probabile un ballottaggio Bersani-Renzi, con il Segretario Pd nel ruolo di favorito.
Dati dell’affluenza che tutti i candidati salutano con soddisfazione. «Il giorno delle primarie? Io lo passo tranquillamente in famiglia», ha detto Pierluigi Bersani dopo aver votato a Piacenza. Il segretario del Pd è partito subito dopo con la moglie e le figlie per Bettola, il suo paese natale sulle colline della Valnure, da dove ha dato il via alla sua campagna per le primarie davanti alla pompa di benzina che fu del padre. Pranzo a casa dei suoceri, Gino e Carla, con uno dei suoi piatti preferiti: il merluzzo in umido con la polenta. Poi in serata il ritorno a Piacenza e l’attesa dell’esito delle elezioni probabilmente dividendosi tra casa sua, una villetta in un quartiere residenziale di Piacenza, il “Bersani point” nella centralissima piazza Cavalli e la sede provinciale del Pd, poco distante. Matteo Renzi fa invece il “maratoneta”: ultimo appello al voto, lanciato appena dopo aver corso la mezza maratona nell’ambito della Firenze Marathon in 1h59’30”, da parte del sindaco. «Utilizzate le ultime ore per andare a votare – ha detto, fermandosi ancora accaldato per la gara a parlare con cronisti e telecamere – il voto è libero e non ci si iscrive al partito: per una volta che ci danno la possibilità di scegliere, non buttiamola via. Votate chi vi pare, ma, vi prego, andate a votare». Il sindaco, che ha corso indossando una maglietta rossa con la frase di Jimi Hendrix “Se sono libero è perché continuo a correre” (a lui regalata, ha spiegato, dai circoli Pd di Salerno), si è di nuovo detto “dispiaciuto” per non essersi potuto preparare ad affrontare tutta la maratona a causa delle primarie: «In questi mesi ho fatto di tutto tranne che correre – ha spiegato – ma alla fine ho fatto 21 km in meno di due ore e non era scontato». Per Renzi, la maratona è «il tentativo di dare il meglio di sè: e quindi per molti aspetti è un simbolo e un’immagine delle primarie», ha aggiunto. Non ha risposto però ad altre domande dei cronisti sugli scenari “post voto”: «In questo momento – ha replicato sorridendo – sto pensando solamente a fare una doccia». Al suo arrivo al traguardo di metà percorso il sindaco è stato accolto tra gli applausi: «continua a correre Matteo», gli ha gridato un maratoneta, mentre uno spettatore della manifestazione si è fatto avanti per scherzare con lui: «Renzi, ho visto Vendola in fondo là dietro – ha detto indicando il viale della gara – ma non correva proprio per niente…».

m.amelia

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