Primarie cs / Vendola terzo contro «due giganti» e non si schiera

Primarie cs / Vendola terzo contro «due giganti» e non si schiera

«Ho combattuto a mani nude contro due giganti» ma «è stata una buona battaglia» che ha messo sul piatto «temi che fanno bene al centrosinistra» e dunque ne è valsa la pena, anche perché a questo punto «non c’è centrosinistra che possa prescindere da noi». «Bersani se li deve conquistare i voti che sono venuti a me nel primo turno». Nichi Vendola scende in conferenza stampa per tirare le somme di primarie che lo vedono terzo classificato con un risultato in linea con le attese per un partito che punta a essere determinante all’interno del centrosinistra. Certo, Vendola, che ha votato in mattinata nella sua Terlizzi, è conscio di aver “pagato” la sua scelta di scendere in campo all’ultimo ma anche e, soprattutto, il fatto che, dice con una punta polemica, «i grandi gruppi editoriali e le televisioni hanno raccontato le primarie come se fosse il congresso del Pd». Soddisfatto, comunque, della sua corsa di «quattro settimane», visto che ha sciolto la riserva solo dopo aver incassato la completa estraneità all’indagine pugliese nei suoi confronti. Un passo su cui, dice, «sono stato molto dubbioso», ma che alla fine ha scelto di fare ascoltando anche il pressing dal segretario del Pd proprio per togliere la consultazione dalla logica della conta interna al Pd. Ora si apre la partita dei ballottaggi e Vendola fa sapere di voler «ascoltare puntigliosamente Bersani e Renzi» per «orientare il proprio sostegno». Nel Pd, nonostante sia praticamente scontato l’appoggio al segretario Bersani date le distanze che separano il governatore della Puglia dal sindaco di Firenze (che non manca di attaccare parlando della «gigantesca bolla mediatica» che lo circonda) si ha, però, anche la convinzione che il leader di Sel non lo farà a costo zero anche sul fronte di eventuali futuri incarichi. Vendola, nell’analisi del voto, tra l’altro, mette l’accento sul suo buon risultato in Puglia dove, evidentemente, una parte del Pd ha scelto lui. A Bari città è addirittura al 51%. Un dato, quello pugliese, che per il leader di Sel è anche un tributo al suo buon governo nella regione. Male per Vendola è andata invece nelle regioni rosse. In Emilia e Toscana, si è addirittura fermato sotto il 10%. Un segno di una campagna molto “polarizzata” su Bersani e Renzi, anche, appunto, nel racconto che ne hanno fatto i media. Una «disputa asimmetrica». Per Vendola, però, si è trattato di una battaglia «contro due giganti» che è valso la pena di correre. Anche perché, anche in vista delle politiche, chi sarà alla guida del centrosinistra «dovrà parlare con noi».

m.amelia

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