Primarie PD in Campania? Morte della speranza

Primarie PD in Campania? Morte della speranza
di Luigi Rossi

primarie-pdLa vicenda delle primarie campane del PD sembra dar ragione a chi nel suo segretario intravede in controluce la siluette del monello collodiano, ormai rottamante rottamatore rottamato. La fatina azzurra dell’affabulazione non riesce più ad operare il miracolo nel circo della spettacolarizzazione della politica. Del ragazzino impertinente, ma simpatico di solida razza toscana, non s’intravede che il naso, mentre gatti e volponi se la ridono nascosti tra il fogliame di variegati cespugli intenti ad osservare i tanti che vanno a seminare i loro zecchini nella speranza di raccogliere abbondanti frutti dorati! Che abbia ragione il grillo parlante, mentre il burattino continua a cincischiare con un pericoloso Mangiafuoco, che ha bisogno di tanti ciuchini per portare avanti il suo teatro? Sono tutti personaggi usciti dalla fervida fantasia di uno scrittore dell’Ottocento; che sia stato anche profeta?

Certamente ingloriosa è la condizione di un partito che in Campania, quando fu varato, venne presentato come il protagonista dell’autoriforma della politica da un noto intellettuale organico formatosi nell’ateneo salernitano durante gli anni ruggenti del tirannico predominio culturale marxista. Infatti il presente proietta un’immagine grigio-fumo con ben oltre le cinquanta sfumature! Da grande il PD è diventato un grosso partito e col suo peso ha seppellito perfino il ricordo del suo manifesto dei valori a sei anni dalla fondazione.

La segreteria nazionale di fatto non si è impegnata a porre riparo ad una situazione che in Campania si trascina da troppo tempo, consentendo allo sfidante salernitano e all’epigono del propugnatore del rinascimento napoletano di misurarsi ancora una volta. Ormai non interessa chi vincerà, se non a chi deve prepararsi a minuetti e walzer per collocarsi in una posizione la più vicina possibile al trionfatore della ritualità pseudo-democratica delle primarie. Certamente conosciamo chi è stato già sconfitto: la speranza. Le truppe cammellate hanno deciso in barba a qualsiasi tentativo di rinnovamento.

Comunque sorprende l’affermazione di uno dei contendenti, il quale in una recente trasmissione televisiva nazionale ha dichiarato che in Italia stanno bene solo i ladri ed i fannulloni: se lo dice lui perché non crederci? Ma, a ben riflettere, perché chiedere consensi a elettori siffatti? Mi pare un’implicita contraddizione per chi si presenta come instancabile difensore del buono per il cittadino sensibile alla giustizia e del bello radioso, emanato da artistiche luci.

Da parte mia mi permetto di difendere i tanti italiani che lavorano onestamente e vengono stigmatizzati ingiustamente dalla sicumera di chi ha l’improntitudine di chiedere loro anche il voto!

redazioneIconfronti

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