Primarie Pd: vincono le nomenclature, il nuovo non c’è

Primarie Pd: vincono le nomenclature, il nuovo non c’è

Il deputato uscente Fulvio Bonavitacola, vicino al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è il vincitore delle primarie nel Salernitano. Ha ottenuto 8.756 voti. Nella graduatoria seguono Angelica Saggese, consigliere comunale di San Gregorio Magno, con 8.183 voti il consigliere provinciale Simone Valiante con 7.136 preferenze, il deputato uscente Tino Iannuzzi con 6.492 voti, Rosanna Lamberti, già assessore comunale a Cava dei Tirreni con 5.411 voti e la giovane Sabrina Capozzolo con 5.251 voti. Scorrendo l’elenco si leggono poi i nomi del deputato uscente Antonio Cuomo, al settimo posto con 5.037 voti, del senatore uscente Alfonso Andria, ottavo con 4.945 voti di preferenza. In provincia di Benevento, dove hanno votato in 15.120 persone, netta affermazione alle primarie del Pd del capogruppo in Consiglio regionale, Umberto Del Basso De Caro, che ottiene oltre 12mila preferenze pari al 46% dei voti. De Caro porta al successo anche il sindaco di Dugenta, Ada Renzi, che ha ottenuto 6.802 voti, il 24% e che viaggiava in ticket con il capogruppo. A seguire Annachiara Palmieri (16%), assessore alla Provincia nonché consigliere comunale a Benevento, e quindi Annalibera Refuto (10%), componente della direzione nazionale dei Giovani Democratici. Al deputato uscente Mario Pepe il 4% dei consensi.
Ad Avellino risultati ancora provvisori, ma il quadro di riferimento è chiaro. Al di là della conferma del senatore uscente Enzo De Luca, queste primarie hanno riservato grandi sorprese per la provincia di Avellino. La notizia che fa rumore è la sconfitta dell’ex sindaco di Avellino Giuseppe Galasso che si era dimesso proprio per tentare la scalata romana, ma che è addirittura finito dietro Rosanna Repole, già sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi e presidente della provincia, da tempo fuori dall’agone della politica. Galasso ha fatto il “botto” solo nella città di Avellino dove ha superato anche il senatore De Luca. Al primo posto Enzo De Luca con 5042 voti. Seconda Valentina Paris, la vera sorpresa di queste primarie. L’ex referente in Irpinia dell’associazione anti mafia Libera, esponente dell’area Bersani, ha collezionato 3163 voti. Terzo con 2932 preferenza il sindaco di Frigento, Luigi Famiglietti, altra grande novità, anche perché renziano della prima ora. Quarta Rosanna Repole con 2867 voti. Al quinto posto Galasso che ha collezionato 2716 voti. A seguire Elvira Matarazzo (2268). Chiudono Roberta Santaniello (2207), Franco Vittoria (2146) e Grazia Vallone (450). Stando alle quote stabilite dal coordinamento regionale del Pd De Luca e Paris saranno in lista in una posizione alta, ma in quota eleggibile, in caso di vittoria del centrosinistra alle politiche di febbraio, ci sarà anche Famiglietti. Unico neo delle primarie: il calo dell’affluenze e le tensioni e i veleni registrati in taluni seggi. Gli stessi inconvenienti che si sono registrati anche a Napoli dove è stata bassa l’affluenza: poco più della metà rispetto alle primarie nazionali. A Caserta risulta sabbastanza staccato dal gruppo e di sicuro vincitore di queste primarie sembra essere il consigliere regionale Nicola Caputo. A seguirlo un gruppo di pretendenti contrassegnati dal colore rosa. Sono, infatti, le donne le vere protagoniste di questa competizione tutta interna al Pd grazie al meccanismo della doppia preferenza che, evidentemente, le ha notevolmente avvantaggiate. Con una differenza di circa un centinaio di voti tra di loro si contendono la seconda, terza e quarta posizione: Picierno, Esposito, Sgambato e Abbate. Il dato clamoroso è che il deputato uscente Stefano Graziano potrebbe essere fuori dai giochi mentre Carlo Marino ha ottenuto un risultato significativo grazie alla rete dei “renziani” disseminata in tutta la provincia. Più in fondo alla classifica troviamo Zagaria, Capobianco e Affinito. Hanno partecipato al voto di ieri circa quindicimila persone in tutta la provincia. A Napoli, invece, la sfida non ha attirato tante persone ai seggi anche perché i partecipanti (una trentina di nomi tra parlamentari uscenti, ex ed attuali consiglieri e dirigenti di partito) tutti vengono da una passata esperienza politica. Solo i vendoliani hanno osato di più mettendo in campo più nomi della società civile. Circa 33mila persone hanno partecipato ieri alle primarie del Partito democratico a Napoli, calcolando che alle primarie nazionali, a Napoli e provincia, hanno votato in 85 mila ma 22mila sono espressione di Sel e poco più di 3mila di Tabacci. Mentre i vendoliani parlano del 60 per cento dei propri elettori, circa 12mila. In città affluenza più alta nelle periferie e in provincia nelle cittadine roccaforte dei candidati. Portici ed Ottaviano in primis.
Più problematica invece la conta dei voti con uno spoglio che si è protratto per tutta la notte nei due hotel cittadini dove democratici e vendoliani hanno stabilito il loro quartier generale. E se ne parlerà solamente oggi per capire come si posizioneranno nelle liste gli aspiranti onorevoli.

m.amelia

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