Dom. Lug 21st, 2019

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Processo Ruby, i teste inguaiano Berlusconi

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Non è stata un’udienza positiva per i legali dell’ex capo del governo

Tutti hanno sentito fare il suo nome, ma nessuno ha ricordato di aver mai sentito nitidamente l’ex rais Hosni Mubarak affermare con certezza che Ruby era sua nipote. Non lo ha ricordato l’ex consigliere per le relazioni internazionali Valentino Valentini, nè l’ex ministro Giancarlo Galan, nè il portavoce del leader del Pdl Paolo Bonaiuti, e nemmeno Bruno Archi, diplomatico allora in servizio presso la presidenza del consiglio, convocati dalla difesa dell’ex premier imputato a Milano per concussione e prostituzione minorile. E’ stata un’udienza non propriamente positiva per i legali dell’ex capo del governo quella celebrata oggi al processo sulla vicenda con al centro la giovane marocchina ospite dei presunti festini a luci rosse. In attesa di sapere se il leader del Pdl si farà interrogare o renderà solamente dichiarazioni spontanee, in aula hanno sfilato i primi testimoni convocati dai suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo per riferire di quel pranzo ufficiale a Villa Madama, a Roma, offerto da Berlusconi il 19 maggio del 2010 durante il quale il “padrone di casa” raccontò al ex presidente egiziano di aver conosciuto una sua parente di nome Ruby. «Durante il pranzo in una fase più rilassata – ha spiegato al Tribunale Valentini – Berlusconi disse a Mubarak di avere conosciuto una ragazza egiziana di una famiglia a lui vicina che si chiamava Ruby». Dopo di che «nacque una conversazione piuttosto confusa» anche tra i rappresentanti della delegazione egiziana: dicevano la loro sul fatto se la giovane fosse o meno la famosa cantante egiziana. Si parlò di un grado di parentela?, ha chiesto Ghedini «No, ma di una familiarità». L’ex ministro Galan, invece, ha spiegato: «Mi ricordo un dialogo unidirezionale perchè parlava sempre Berlusconi mentre Mubarak non era brillante. Non fu una colazione particolarmente entusiasmante. In effetti il nome di Ruby venne fatto ma riferito a una donna bella, ma nulla più rammento». Nemmeno se si parlò del fatto che la giovane fosse imparentata con l’ex rais. E quando il procuratore aggiunto Ilda Boccassini gli ha contestato che la sua testimonianza, su questo punto, era in «palese contrasto» con la deposizione resa nell’ambito delle indagini difensive il 28 gennaio 2011 – affermò che Mubarak indicò Ruby come appartenente alla sua cerchia familiare – Galan ha replicato: «L’idea che mi feci era che potesse essere o una parente, o un personaggio pubblico come un’attrice o una cantante che frequentava quella cerchia. Era Berlusconi – ha aggiunto – che aveva introdotto quell’argomento e ho avuto l’impressione che Mubarak la conoscesse». Sulla stessa linea è stato anche Paolo Bonaiuti. «Ricordo semplicemente – ha affermato – che si parlò di una ragazza araba, poi mi sono distratto perché mi sono messo a guardare le mail sul mio cellulare». Non diversa è stata la testimonianza di Archi: ha confermato che a quel pranzo istituzionale si parlò di Ruby. Ma quando il pm gli ha chiesto cosa avesse risposto Mubarak alla domanda se la giovane fosse sua parente, ha replicato: «Rimase incuriosito, ma a mio avviso non capì bene, c’era confusione. Non ricordo, però, se rispose». Stamani al processo si è anche parlato della telefonata fatta nella notte tra il 27 e il 28 maggio di due anni fa dall’ex presidente del consiglio in Questura a Milano, quando Ruby venne “fermata” e, in seguito, “rilasciata” e affidata, con il parere contrario del pm minorile Annamaria Fiorillo, al consigliere regionale Nicole Minetti. Valentini, nel dare la sua versione di quel che, a suo dire era accaduto, trovandosi a Parigi con l’ex premier, tra l’altro, ha precisato: «Fu una mia iniziativa contattare la Questura per capire cosa stesse accadendo. Dissi al presidente Berlusconi che se voleva potevamo intervenire. Lui mi disse: “si’, digli che c’è una ragazza egiziana senza documenti, vedi se ti puoi informare”». Mentre entro lunedì scioglierà la riserva su un eventuale interrogatorio del leader del Pdl, la difesa per l’udienza del 19 ottobre ha convocato una decina di testi, tra cui Giuseppe Estorelli, il capo scorta di Berlusconi, il cantante Apicella, il pianista Danilo Mariani, e il personale di servizio, come camerieri, barman e dj, presenti ad Arcore durante le serate alle quali ha partecipato, tra le altre ragazze, anche Ruby minorenne.

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