Procura di Palermo: Dell’Utri ricattava Berlusconi

Procura di Palermo: Dell’Utri ricattava Berlusconi

Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri (foto) sarebbe indagato dalla Procura di Palermo per estorsione nei confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi. Nell’ambito di questa inchiesta i Pm avevano convocato lunedì scorso Berlusconi, che sarebbe pertanto persona offesa. Questa sarebbe la vera ragione della convocazione dell’ex premier a Palermo, in mattinata, infatti, si era diffusa la notizia che Silvio Berlusconi era stato convocato lunedì scorso come teste dai pm di Palermo che conducono l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, ma l’ex premier non si era presentato, opponendo il legittimo impedimento. Lo riportano alcuni quotidiani spiegando che gli inquirenti avrebbero voluto sentire Berlusconi in particolare per approfondire un aspetto: i presunti rapporti tra Marcello Dell’Utri ed esponenti mafiosi.
Da quanto poi si è appreso i Pm siciliani avevano convocato per lunedì anche Marina Berlusconi, insieme al padre, ma come l’ex premier, ha fatto sapere ai pm di avere impegni già fissati per la data indicata in quanto si sarebbe trovata all’estero. L’avviso della Procura è stato notificato a Berlusconi il 9 luglio. Dalle indagini sui conti del senatore Marcello Dell’Utri, gia’ sotto inchiesta per la trattativa Stato-mafia, sarebbe emerso che il politico avrebbe ricevuto denaro anche da conti riconducibili a Marina Berlusconi. Secondo quanto si apprende i flussi finanziari su cui la Dda di Palermo sta facendo degli accertamenti ammonterebbero a decine di milioni di euro. La lente di ingrandimento è puntata soprattutto sugli ultimi dieci anni, sui movimenti bancari riferibili a Marcello Dell’Utri. I magistrati vogliono accertare il motivo per il quale ci sarebbero stati queste dazioni di denaro da parte dei Berlusconi nei confronti del senatore Pdl.
Non è mancata la reazione del Senatore Dell’Utri alla vicenda, il politico del Pdl ha replicato caustico: “Questi magistrati sono malati, sono morbosi. Non lo vedete che ogni giorno ce ne è una?”. “Dicono che tra le prove dell’estorsione c’è il fatto che Berlusconi ha comprato la mia villa sul lago di Como ad una cifra superiore al suo valore – ha detto Dell’Utri -. Sono tutte fesserie: la casa, che era in vendita da due anni, è stata stimata per 30 milioni di euro mentre lui l’ha pagata 20. Quindi ci ho rimesso”.
L’avvocato di Silvio Berlusconi, Piero Longo, senatore del Pdl, ha così replicato ai giornalisti che a Palazzo Madama gli chiedevano delle indiscrezioni secondo cui l’ex premier è stato citato a Palermo:”Quello che vi posso dire è che è stato citato come persona informata dei fatti e non come indagato”. “Non conosciamo – ha proseguito – l’oggetto della testimonianza perché così prevede il nostro ordinamento e questo, a mio giudizio, è un errore perché il testimone potrebbe diversamente essere messo nelle condizioni di presentarsi con la memoria rinfrescata sull’oggetto della richiesta”. “Questa Procura di Palermo – ha aggiunto Longo – è un colabrodo. Nulla di quello che si fa in maniera fisiologicamente naturale e riservata resta tale ma tutto viene fuori”. Anche la questione che ha riguardato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “non sarebbe nota se le vicende non fossero state esposte alla conoscenza del pubblico ma solo a quella dei pubblici ministeri, della difesa e del gip”.

m.amelia

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