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Profumo programma: a scuola a cinque anni e diploma a diciotto

Profumo programma: a scuola a cinque anni e diploma a diciotto

Foto: informazione.tv

Un anno di giochi in meno per essere più competitivi nel mercato del lavoro.
Stando alle indiscrezioni, confermate poi direttamente dal ministro Profumo, l’inizio della scuola per i bambini italiani potrebbe essere anticipato di un anno: tutti in prima elementare a cinque anni anziché a sei. Prima elementare a cinque anni e diploma a diciotto.
Il diploma conseguito a diciotto anni consentirebbe agli studenti italiani di immettersi nel mondo del lavoro assieme ai coetanei della maggior parte dei paesi europei.
Per adesso si tratta solo di un’idea che ha avanzato il Governo e il ministro Profumo per essere in linea con tutti i paesi Ue e per consentire a tutti i giovani italiani di entrare nel mondo del lavoro assieme a tutti gli altri coetanei che vivono in Europa.
Da quanto riporta Il Messaggero in edicola oggi, pare che il ministro dell’Istruzione abbia creato una vera e propria task force per studiare le modalità per far arrivare un anno prima al diploma gli studenti italiani. Il gruppo di esperti sarebbe già al lavoro e, entro il mese di dicembre, dovrebbe consegnare al ministro una proposta concreta da presentare, poi, come disegno di legge. Il gruppo di esperti, composto da alcuni componenti del Miur, dirigenti scolastici, pedagogisti e docenti, avrebbe stilato già due ipotesi: l’ingresso anticipato a cinque anni nella scuola primaria e l’ipotesi di ridurre di un anno il percorso di studi.
L’ipotesi di mandare i bambini a scuola un anno prima pare quella maggiormente accreditata, come avrebbe confermato in alcune interviste anche il ministro Profumo.
Questa soluzione sarebbe quella preferita in quanto consentirebbe di mantenere inalterato l’attuale assetto della scuola italiana, mantenendo il percorso di studi formato da cinque anni di scuola primaria, tre di scuole medie e cinque di superiori.
In Italia il ministro Luigi Berlinguer fu il primo a proporre, nel 1997, il diploma a 18 anni. L’idea fu abbandonata per ostilità dei sindacati e preoccupazione di molti genitori. La riforma proposta da Berlinguer prevedeva anche l’accorpamento di elementari e medie in un solo percorso di sette anni al posto degli attuali otto.
Il diploma a 18 anni costituisce, secondo chi sostiene la necessità del cambiamento, un intervento fondamentale per rendere competitivi i giovani italiani nel mercato del lavoro, sempre più globalizzato.
Insegnanti, genitori e studenti italiani saranno d’accordo con il ministro?

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