“Pronto, ti chiamo dalla strada”: 40 anni fa nasceva il telefonino

Martin Cooper con la sua invenzione
Martin Cooper con la sua invenzione

Il telefonino oggi compie quaranta anni. Per i sociologi è una delle migliori invenzioni dell’uomo moderno. Oggi non ne sapremmo più fare a meno.
Era il 3 aprile 1973 quando Martin Cooper, capo ricercatore della Motorola, scese in strada a New York per testare il primo prototipo della sua invenzione: un telefono cellulare del peso di 1,3 kg e di circa 30 centimetri di lunghezza. Il primo squillo, quello che poi ha segnato la rivoluzione nel mondo della comunicazione globale, arrivò nella stanza di Joel Engel, capo della ricerca della Bell Laboratories, antagonista di Cooper e tra gli inventori del telefono da automobile.
«Ti sto chiamando dalla strada, con un telefono cellulare» – disse Cooper ad Engel con la soddisfazione di chi da tempo sognava un apparecchio che non fosse vincolato a un luogo per poter ricevere ed effettuare telefonate.
L’invenzione fu realizzata grazie a 100 milioni di dollari che la Motorola investì nella sua intuizione.
Il primo cellulare fu messo in commercio qualche mese dopo: si chiamava Dynatac 8000, non aveva display, non mandava sms, la batteria durava all’incirca mezzora e c’era bisogno di dieci ore per ricaricarlo. È Dynatac 8000 l’antenato di tutti i cellulari che conosciamo noi oggi: un “mattone” che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di vivere.
Michele Sorice, sociologo delle comunicazioni, interpellato all’Adnkronos, ha definito il cellulare come «una delle dieci più importanti invenzioni dell’uomo moderno».
Ma, a distanza di quaranta anni dalla sua invenzione, il telefonino è un sogno realizzato o un incubo dal quale è difficile uscire?
«Soppesando i pro e i contro, resto dell’idea che si tratti comunque di un vantaggio, di un bene in più di cui possiamo godere – ha spiegato Sorice all’Adnkronos – La comunicazione in mobilità ci rende sempre rintracciabili, ma il risvolto positivo è che noi possiamo a nostra volta rintracciare tutti».
Il cellulare piace tanto agli italiani, in cima alla classifica dei possessori di telefonini per due motivi: «Anzitutto, per la nostra innata voglia di parlare, di comunicare, di fare due chiacchiere anche senza dover per forza dire ogni volta cose di importanza vitale. In secondo luogo, è il segno di un deficit tecnologico collettivo, che cerchiamo di colmare attraverso un oggetto di uso strettamente personale» – ha spiegato Sorice.

(b. r.)

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