Proposta Cirielli 2 / Buona idea, le Campanie sono già due

Proposta Cirielli 2 / Buona idea, le Campanie sono già due

di Vincenzo Pascale (N.Y. City)

Vista dagli Stati Uniti la Campania è una pura espressione geografica. Per gli americani esiste Napoli, città-metropoli, ed esistono dei territori limitrofi, che quando visitati o conosciuti vengono elogiati per le loro bellezze naturali, la natura incontaminata, i cibi ed i ristoranti di buona qualità. Questi territori sono le sue province: soprattutto Avellino, Benevento e Salerno: non province di una regione, ma città, paesi, contrade ad una ora, due ore, tre ore da Napoli. Insomma, per gli americani ma anche per tanti italoamericani, Napoli è un corpo a sè in un territorio che giuridicamente e politicamente dovrebbe amministrare. Questo è quanto viene a strutturarsi nell’immaginario di un turista americano in visita in Campania. La percezione da parte degli americani delle individualità identitarie di città quali Benevento, Avellino, Salerno ed il loro circondario soprassiedono al legame costituzionale con Napoli (capoluogo).
A fronte di tale opportunità turistica con i suoi considerevoli risvolti economici stenta a decollare una politica di marketing del territorio che ne caratterizzi la specificità attrattiva. Pensiamo ad esempio alla regione Piemonte ove alcune aree ed alcune province, nonostante la loro competizione con Torino (capoluogo) sono riuscite a ritagliarsi un loro ben visibile spazio identario sorretto anche da proposte culturali ed economiche che hanno raggiunto una considerazione mondiale: Eatly e Slow Food sono dei veicoli straordinari per la promozione territoriale piemontese e per la crescita economica delle aree di provenienza. Alle province campane manca questa capacità di fare sistema e di generare idee da esportare per creare un notevole ritorno economico. Lo stesso è valso per le province venete, ormai realtà industriali e culturali affermate in ogni angolo del mondo: non solo ville palladiane, ma anche industrie straordinarie, da Luxottica all’industria calzaturiera, alle solide banche. Questo spirito provincial che ha fatto la fortuna di alcune aree del Paese, ad oggi, alla Campania manca. Tuttavia qualcosa par si muova, soprattutto ad opera di due politici, politicamente agli antipodi, ma che hanno posto la valorizzazione urbana e territoriale tra le priorità dei loro mandati elettorali. De Luca, sindaco di Salerno, impegnato a dare a Salerno visibilità internazionale e proporla quale città europea, non disdegnando mai una accesa polemica con Napoli (capoluogo): città rapace di fondi statali e centro della corruzione politica che avvelena la vita politica in Campania. Sull’altro versante si trova Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno, tra le province più estese d’Italia e con una morfologia e situazione territoriale molto variegata: dal litorale costiero tra i più belli del mondo (la Costa Amalfitana) a quelli del litorale sud di Salerno di una trascuratezza ed abbandono raccapriccianti.
Cirielli nel corso degli ultimi anni ha, a più riprese, lanciato l’idea di un riassestamento delle province campane, scorporandole dalla area urbana “Napoli Caserta”, addirittura propononendo una provincia Principato: Salerno con parte della Basilicata. È una ipotesi provocatoria, ma di certo non distante da un sentire culturale che da tempo alberga non solo tra I politici delle aree considerate ma anche tra gli stessi cittadini che sentono Napoli, e soprattutto l’interesse politico del capoluogo, molto ridotto rispetto alle aree interne della regione. Sappiamo che sentimento politico e sentimento culturale pur disgiunti possono trovare dei momenti di formulazione di proposte culturali che si trasformano successivamente in istanze politiche. Ancora una volta è l’economia unita al marketing territoriale a venire alla ribalta. La proposta del presidente Cirielli già respinta dalla Corte Costituzionale, svestita dalla sua valenza politica può innescare un serio dibattito sul futuro di un’area (la provincia di Salerno, ma anche le province di Avellino e Benevento), che da un punto di vista di considerazione commerciale, soprattutto negli Stati Uniti, si stanno ritagliando un interessante ruolo identitario: ci riferiamo all’industria agroalimentare e vitivinicola salernitana, avellinese e beneventana, molto apprezzate negli Stati Uniti. A fronte di questa crescita economica, nonostante la presente crisi economica, di questi settori, rimane la passività e negatività dell’industria napoletana. A Napoli e nel suo hinterland esistono importanti nuclei imprenditoriali, ma sono disgiunti da una specificità territoriale. Una azienda che produce componenti aree per i Boeing opera slegata (da un punto di vista di marketing territoriale) dal territorio di allocazione del complesso industriale. Non vale lo stesso ragionamento per I vini, la pasta, i formaggi, etc. Dunque se da un punto di vista della percezione di marketing esistono di fatto già due Campanie, rimane il nodo politico della centralità di Napoli. Senza l’assenso dei politici del capoluogo (ma non solo) non si stanziano fondi necessari per la crescita delle altre aree provinciali: pensiamo ai trasporti, alla viabilità, alla distribuzione degli stanziamenti per creare una rete autostradale ed aereoportuale più fluida ed efficiente che permetterebbe alle province campane una potenziale crescita economica. Dunque, la proposta del presidente della Provincia Cirielli, seppure segnata dal rigetto della Corte Costutuzionale, può servire da volano per accrescere una volontà di maggior identità territorial delle province campane, ma non può essere, a nostro avviso, disgiunta da un serio impegno politico da parte dei parlamentari regionali e nazionali delle province in questione, riportandole al centro del loro impegno politico. Tuttavia in un consiglio regionale ed in un parlamento costituito da politici cooptati e non espressione del territorio ogni discorso sull’identita territoriale viene a cadere.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “Proposta Cirielli 2 / Buona idea, le Campanie sono già due

  1. Personalmente sono favorevole alla proposta del Presidente della Provincia di Salerno Cirielli di estrapolare Napoli e creare una nuova Regione…………..Salerno meriterebbe di essere capoluogo di Regione ma porterei forti innovazioni nella classe dirigente.

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