Dom. Lug 21st, 2019

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Proteste per i giornali non più consultabili sui siti del Parlamento

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Gli editori esultarono alla decisione, ma ad essere penalizzati sono i cittadini che si documentano

stampaNon si rassegna il popolo del web all’addio dei giornali consultabili sui siti di Camera e Senato.
Dalla tarda mattinata di oggi, data di inizio della nuova legislatura, non è più possibile consultare on line la rassegna stampa del giorno, né l’archivio contenente i giornali del passato. La notizia, annunciata più volte prima della fine dell’anno, ha la sua ufficialità a partire dalla tarda mattinata di oggi, da quando, cioè, risulta materialmente impossibile collegarsi al sito di Camera e Senato e consultare gratis on line le rispettive rassegne stampa. Alla pagina che fino a qualche giorno fa consentiva di consultare pure i giornali vecchi, procedendo anche a ricerche tematiche, a partire da questo pomeriggio, è stata sostituita una pagina che chiede user e password per poter accedere al servizio.
Immediata la reazione e il malcontento espresso dal popolo del web che anima discussioni sull’argomento su Twitter con l’hashtag #nonmirassegno.
Sdegno, ironia e malcontento tra tutti coloro che commentano la decisione presa lo scorso mese di dicembre dopo un accordo raggiunto da Camera e Senato con la Fieg, la Federazione degli editori, sulle modalità di pubblicazione delle rassegne stampa on line.
Ricordiamo che la decisione di eliminare le rassegne stampa on line fu considerata una vera e propria vittoria degli editori che reclamavano la difesa del diritto d’autore.
Tra chi grida allo scandalo per la rassegna disponibile solo per la casta e chi chiede, invece, al nuovo presidente della Camera, di rendere disponibile per tutti almeno l’archivio dei giornali, c’è chi fa notare che ad essere penalizzati saranno tutti coloro che usavano lo strumento per leggere e documentarsi su più fonti di informazione.

(b. r.)

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