Provincia Napoli, batosta su Cesaro per consulenze d’oro alla Sapna

E’ di oltre 1,5 milioni di euro il danno arrecato all’Erario per inutili consulenze affidate dalla società in house della Provincia di Napoli Sapna SpA, costituita nel dicembre del 2009 per gestire il ciclo integrato dei rifiuti e traghettare la provincia napoletana fuori dall’emergenza ambientale. Le indagini contabili, disposte dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania ed eseguite dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli (Nucleo di Polizia Tributaria), hanno portato anche al sequestro conservativo di beni immobili, conti correnti e crediti, per un ammontare pari all’intero importo del danno contestato, nei confronti di esponenti di vertice dell’Ente. Tra questi anche il presidente, Luigi Cesaro (foto), di cui la scorsa settimana il consiglio provinciale ha dichiarato la decadenza portandolo alle dimissioni. Il presidente è stato sottoposto a un sequestro di beni pari a 700mila euro, a causa di “inutili conferimenti di incarichi esterni” che hanno dato luogo ad un danno erariale che ammonta a 1 milione e 559mila 798 euro. Consulenza da oltre 400mila euro per il direttore tecnico della società Giovanni Perillo e un’altra da quasi mezzo milione di euro sarebbe stata attribuita allo studio Cimadomo di Napoli. Cesaro è stato raggiunto dal provvedimento di sequestro nelle ore in cui ha dato vita all’iter-bluf che ha portato alle sue dimissioni lasciando al suo posto la giunto per un altro anno e mezzo. In relazione alla notizia del suo coinvolgimento in un procedimento della Corte dei conti per danni erariali generati da presunti sprechi nelle consulenze della società in house Sapna, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro in una nota precisa di aver «appreso stamane dai giornali, in quanto nulla mi è stato ancora notificato, la notizia di un provvedimento conservativo a mio carico» e ribadisce la sua fiducia nella magistratura. «La mia fiducia in tutti i settori della magistratura è sempre stata massima e non vedo perchè non debba esserlo anche stavolta – esplicita – la Corte dei conti ha già verificato in questi ultimi mesi, nello stesso contesto, l’operato di funzionari e dirigenti dell’amministrazione e ha constatato l’inesistenza di alcun illecito, archiviando tutti i procedimenti intrapresi. Sarà così anche stavolta. Dimostrerò che non ho mai interferito nelle scelte aziendali della Sapna, anche attraverso terzi, specialmente per quanto attiene le consulenze verso professionisti esterni. Considero il provvedimento dei magistrati della Corte dei Conti un atto dovuto nell’espletamento delle loro indagini. E’ una misura cautelativa, che ovviamente mi colpisce e mi addolora per le sue conseguenze immediate, ma sono certo che avrà una durata solo temporanea e verrà ritirata una volta verificata l’assoluta legittimità di ogni mio atto adottato prima, durante e dopo l’emergenza rifiuti. Questa vicenda una volta conclusa consentirà di verificare e giudicare con chiarezza la mia azione politica in questo settore, caratterizzata da un’assoluta trasparenza e limpidezza. I risultati sono stati oggettivamente positivi e concreti, perché hanno portato tutta l’area metropolitana al superamento di tutte quelle reiterate crisi, che non si sono mai più riproposte successivamente.

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