Dom. Lug 21st, 2019

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Pubblicità elettorale, il Garante in campo in difesa dei privati

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Necessario il consenso dei destinatari per recapitare messaggi promozionali di candidati e liste

Per telefonate, sms e mail a scopo elettorale serve il consenso dei destinatari. E i cittadini devono essere sempre informati dell’uso che si fa dei propri dati personali. Il Garante per la privacy fissa le regole per l’uso dei dati dei cittadini in campagna elettorale. Il provvedimento è stato già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Per contattare gli elettori e per inviare materiale di propaganda potranno essere utilizzati solo i dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai comuni nonché i dati personali di iscritti e aderenti. Potranno esser e utilizzati anche altri elenchi e registri in materia di elettorato passivo e attivo (come per esempio l’elenco degli elettori italiani residenti all’estero) e altre fonti documentali detenute da soggetti pubblici accessibili a chiunque. Sarà possibile, invece, utilizzare dati raccolti nell’ambito delle relazioni interpersonali avuti con cittadini ed elettori.
Il regolamento del Garante ritiene necessario il consenso per sms, email, mms, telefonate preregistrate e fax; stesso discorso per i dati raccolti automaticamente su Internet, ricavati da forum, liste di abbonati a provider presenti sul web e per i dati presenti sul web per altre finalità.
Non sono utilizzabili in alcun modo gli archivi di stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per altri fini e dati annotati privatamente durante le operazioni elettorali.
I cittadini – chiarisce il Garante – devono essere sempre informati sull’uso che si fa dei loro dati. Se i dati non sono raccolti direttamente presso l’interessato, l’informativa va data all’atto della registrazione dei dati o al momento del primo contatto. Per i dati raccolti da registri ed elenchi pubblici o in caso di invio di materiale propagandistico di dimensioni ridotte (cosiddetti ‘santini’), il Garante ha consentito a partiti e candidati una temporanea sospensione dell’informativa fino al prossimo 30 aprile.

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