“Pubblico” di Telese verso la chiusura dopo soli tre mesi

“Pubblico” di Telese verso la chiusura dopo soli tre mesi

In crisi dopo nemmeno tre mesi di vita. È quello che accade al quotidiano “Pubblico”, fondato e diretto da Luca Telese, che potrebbe essere messo in liquidazione. La notizia compare sul sito internet del giornale che domani, 18 dicembre, compie tre mesi di vita.
I redattori, con un comunicato dell’assemblea, annunciano la grave situazione di crisi in cui versa la testata. Per questi motivi, per uno sciopero proclamato dai giornalisti, il quotidiano questa mattina in sarà in edicola.
«Scioperiamo in difesa del nostro lavoro, di queste pagine e della possibilità di continuare a scriverle, senza perdere diritti e dignità» – spiegano i redattori di “Pubblico” dalle colonne del giornale.
Stando a quanto riferito dal quotidiano on line Lettera43, il quotidiano di Telese avrebbe bruciato 650mila euro in meno di tre mesi di vita nelle edicole.
«Il 18 dicembre Pubblico compie tre mesi – si legge nella nota della redazione – Tre mesi in cui ciascuno di noi ha dato il meglio per raccontare cosa sta accadendo in questo momento nel nostro Paese. E per rappresentare quanti non si sentono rappresentati. Lavoratori, ricercatori, disoccupati, precari, innovatori. Lanciarsi in una scommessa come la nostra richiede coraggio, fantasia, generosità e rigore. Nelle ultime ore però l’azienda, con una tempistica inaccettabile, ci ha comunicato che la tenuta economica è grave al punto da palesare già nei prossimi giorni uno scenario di messa in liquidazione della Pubblico edizioni srl. E tutt’ora non abbiamo nessuna certezza né garanzia su cosa verrà dopo. Di sicuro non accettiamo di essere liquidati in modo così brutale. Qualsiasi decisione dovrà avvenire nel confronto con la redazione e le rappresentanze sindacali. Alla vigilia di un consiglio di amministrazione e di una assemblea dei soci che dovranno decidere il futuro di circa trenta lavoratori e di tutti i collaboratori, facciamo appello al senso di responsabilità di tutti. Dell’amministratore delegato di questo giornale Tommaso Tessarolo, del direttore Luca Telese. E poi di tutti i soci che hanno investito in questa impresa. Davanti – si legge – abbiamo mesi cruciali e una campagna elettorale decisiva per il futuro del Paese. Noi vogliamo esserci. E per esserci abbiamo il dovere di far fronte alla situazione di difficoltà che il nostro giornale vive in queste ore con la stessa dignità e lo stesso coraggio delle persone che abbiamo raccontato in questi mesi. Lo dobbiamo a loro. E lo dobbiamo a noi stessi, che in questo progetto abbiamo investito tutto. Vogliamo continuare a crederci. Ai lettori chiediamo di sostenerci scegliendo questo giornale ogni giorno».
Ricordiamo che il giornale è stato fondato da Luca Telese che, dopo aver lasciato il “Fatto Quotidiano”, ideò un quotidiano che fosse «dalla parte degli ultimi e dei primi» – come ricorda la scritta al lato della testata.
Il segretario dell’Associazione stampa romana, nell’esprimere solidarietà ai colleghi di “Pubblico” denuncia anche «l’ennesimo caso di mala-editoria, un’impresa che evidentemente non ha valutato con attenzione l’impatto di un nuovo quotidiano su un panorama editoriale in crisi come quello italiano. Incoscienza o incapacità?» – si chiede Butturini.

(b. r.)

Barruggi

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