Mar. Set 17th, 2019

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“Pubblico” dopo 3 mesi chiude: il 31 dicembre ultimo numero

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La comunicazione ufficiale dell’ad (condivisa dal direttore Luca Telese) alla Fnsi
di Barbara Ruggiero

«L’amministratore delegato ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni dal 1 gennaio 2013». La frase, inserita in un comunicato a firma dell’assemblea dei redattori di “Pubblico”, lascia poco spazio ai dubbi: il giornale fondato da Luca Telese si avvia verso la chiusura ad appena quattro mesi dalla sua nascita.
Il quotidiano, intanto, già questa mattina non sarà in edicola per uno sciopero dei giornalisti. Lo annuncia in un comunicato stampa l’assemblea dei redattori che dichiara sciopero contro la chiusura della testata.
A nulla sarebbero serviti anche gli appelli dei giorni scorsi volti a chiedere l’acquisto di due copie del giornale e la campagna “Io compro Pubblico”.
L’assemblea dei soci del giornale il 31 dicembre deciderà le sorti di “Pubblico” e quelle di 30 tra giornalisti e poligrafici. Ma a quanto trapela dal comunicato dei redattori, il futuro del giornale sarebbe già segnato…
Ufficialmente il 31 dicembre all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci ci sarà «un’alternativa drammatica: la ricapitalizzazione della società oppure la messa in liquidazione e l’immediata sospensione delle pubblicazioni» – recita il comunicato stampa dell’assemblea dei redattori.
Ma a quanto pare, sul futuro del giornale ci sarebbero oramai pochi dubbi: «Oggi (ieri per chi legge)– spiega l’assemblea dei redattori nel comunicato stampa – lo stesso amministratore delegato Tommaso Tessarolo, ha anticipato l’esito (della riunione, nda), annunciando la sospensione delle pubblicazioni dal 1° gennaio 2013. Lo ha fatto in una sede ufficiale, il tavolo sindacale riunito presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e inizialmente convocato per individuare possibili soluzioni alla crisi di Pubblico. La decisione è stata confermata e condivisa dal direttore Luca Telese, che di questo giornale è anche editore».
«Che un’azienda possa iniziare e finire il suo ciclo vitale in tre mesi – si legge nella nota – è impensabile. Che la stessa azienda non abbia, in un lasso di tempo così breve, nemmeno la liquidità per pagare a tutti i lavoratori le spettanze maturate è francamente inaccettabile». Queste, dunque, e motivazioni che sono alla base dello sciopero indetto dai giornalisti.
«Pubblico – prosegue la nota – ha le ore contate. E noi purtroppo siamo rimasti gli unici a pensare che questo sia un epilogo inaccettabile. In questo giornale abbiamo creduto. La gran parte di noi lavorava altrove e ha scelto di lasciare posti e stipendi sicuri per investire in un progetto che immaginavamo duraturo. Senza sospettare che coloro che lo hanno ideato e promosso, invece, lo avrebbero messo in discussione alla prima difficoltà. Chiediamo ancora una volta all’amministratore delegato e al direttore-editore di tentare le strade non ancora percorse per rilanciare questa azienda. Siamo certi che un imprenditore autenticamente illuminato e capace possa ancora salvare questo giornale che, nonostante una gestione del tutto inadeguata e costellata da scelte imprenditoriali sbagliate, ha saputo trovare il suo spazio in un mercato complesso e in crisi e prova ogni giorno, pur nelle difficoltà, a offrire ai lettori un’informazione alternativa di qualità. Grazie anche ai tanti collaboratori che ogni giorno contribuiscono alla fattura del nostro quotidiano. Collaboratori che in alcuni casi non hanno ancora visto retribuiti i loro compensi e negli altri casi non hanno alcuna certezza sul pagamento degli arretrati».

I precedenti servizi:
Pubblico di Telese verso la chiusura dopo soli tre mesi

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