Quadro desolante, perciò ho detto no ad una mia candidatura

Quadro desolante, perciò ho detto no ad una mia candidatura
di Giuseppe Fauceglia

Molti amici di vecchia data sono venuti in questi giorni a farmi visita per sollecitare un mio ritorno all’impegno elettorale. Confesso da subito che non amo l’utilizzo dei verbi “scendere” o “salire” in politica, perché mi ricordano le scale mobili, e con il sistema elettorale attuale (il famigerato “Porcellum”) il sistema meccanico viene azionato dalle segreterie dei partiti e non dagli elettori. A tutti ho offerto un bicchiere di brandy francese d’annata e della cioccolata artigianale, ma ho confermato la mia ferma intenzione di restare estraneo a questo panorama politico, che mi pare oltre che avvilente, anche insufficiente culturalmente per offrire risposte adeguate ai problemi seri di questo Paese. Del resto, i periodi di forte transizione non mi paiono i più adatti per far emergere serietà di intenti e caparbietà volitiva, anzi il sistema elettorale favorisce candidature silenti e di basso profilo, di uomini sostanzialmente appiattiti sulle linee dei capi-bastone, dei capi-corrente e dei capi-in genere. E poi vi sarebbe il dubbio connesso alla scelta dello schieramento, per un cattolico-liberale l’ipotesi in cui fino al 2006 avevo creduto, ovvero quella di un centro-destra moderno ed europeo, mi pare ormai tramontata. Cosa di serio possa venire da un accordo con la Lega non riesco a capirlo, e non voglio restare esposto alle capriole leghiste né ai continui mutamenti di opinione del PDL, che mi sembra accarezzare più le scelte ispirate ai mercati rionali che ai mercati globali, ai quali dovrebbero proporsi opzioni coerenti e valide, ma soprattutto scelte efficienti capaci, cioè, di modernizzare il Paese, dando più fiducia ai giovani sul loro futuro. E poi, dalle anticipazioni giornalistiche, scopro che pure le liste collaterali e di appoggio sembrano liste di proscritti, infarcite da personaggi di dubbia moralità se non colpiti da provvedimenti giudiziari o sospetti assai gravi. Meglio non essere coinvolti in questa bagarre ed attendere che tutto passi in fretta, e soprattutto che gli italiani comprendano davvero quello che sta accadendo (vana speranza, considerati i vizi nazionali !!). Ed allora, ha prenotato per i giorni delle elezioni una visita all’Università di Freiburgh in B., per poter approfondire alcuni miei temi di riflessioni sulla responsabilità (civile) delle società di rating. Mi pare una risposta adeguata ai problemi italiani, nonché la soluzione più appropriata al mio desiderio di fuggire da questa realtà, per me incomprensibile ed estranea”.

redazioneIconfronti

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