Quale è il male che affligge l’Italia. Quale è il rimedio

Quale è il male che affligge l’Italia. Quale è il rimedio
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

È del tutto evidente che il dilagare di ‘Tangentopoli2’, dall’Expo di Milano al Mose di Venezia, mostra ben più che l’ampiezza del fenomeno corruttivo nel nostro Paese. C’è qualcosa di marcio in Italia, di malato. E non è tanto o soltanto la politica a soffrirne. C’è un sistema perverso di corruzione che vede al centro le imprese. Imprenditori famelici, attorniati da mediatori e faccendieri, favoriti dagli stessi funzionari pubblici che dovrebbero controllarne la correttezza. È vero: negli anni è stato indebolito l’apparato normativo che poteva arginare la corruzione. Dai governi guidati da Berlusconi: certamente. L’abolizione del reato di ‘falso in bilancio’ e la riduzione dei tempi di prescrizione dei processi hanno incentivato l’illegalità nella gestione degli appalti. E hanno favorito la penetrazione delle mafie nel sistema. Ma neanche i governi di Centrosinistra o dei cosiddetti ‘tecnici’ hanno ripristinato un regime di legalità. Perché deboli o ricattabili. E nessun governo -nessuno- ha rinunciato a ricorrere alla gestione ‘emergenziale’ delle ‘authority’ e dei ‘commissari straordinari’: aggirando le norme, sospendendo le regole. Ma quello che dà un tono cupo a questa coda penosa dell’interminabile ‘Prima Repubblica’ è il senso di stanca assuefazione che si coglie tra gli Italiani. Gli Italiani per bene, che il reddito se lo sudano con il lavoro e l’intelligenza. Qualcuno cercherà di sfruttare lo sconforto dei cittadini alimentando un nuovo qualunquismo ‘antisistema’ e ‘antipolitica’. Ma l’antidoto che ci serve contro il veleno che uccide l’Italia è una vera, diffusa etica pubblica. Fatta di piccoli e grandi comportamenti virtuosi. Che sanzioni senza appello chi commette un illecito.

I Confronti/Le Cronache del Salernitano

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