Quale giustizia si amministra in Italia

Quale giustizia si amministra in Italia
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Ci siamo da tempo convinti che la Giustizia non abita le aule dei Tribunali. Ora dobbiamo prendere atto che nemmeno la Legge vi risiede. Come se ne tengono lontano la pietà, la saggezza e la logica stessa. Stefano Cucchi viene fermato la notte tra il 15 e 16 ottobre 2009 per possesso di droga. Il giorno dopo è convalidato l’arresto e il ragazzo è affidato in custodia alla Polizia penitenziaria. Qualche tempo dopo il medico constata che ha ecchimosi e lesioni su tutto il corpo. Inizia un calvario in cui Stefano non riesce a incontrare né parenti né legali. E il 22 ottobre muore. Le foto ne mostrano il corpo e il viso devastati da evidenti violenze. In Primo grado vengono condannati i medici per trascuratezza. In Appello, il Procuratore generale chiede la condanna anche per gli infermieri e gli agenti carcerari, ma la sentenza scagiona tutti. Contro ogni logica: c’è un ragazzo morto in stato di custodia e detenzione, sono accertate le lesioni e le violenze. Madre e sorella di Stefano parlano di una nuova uccisione del loro ragazzo. Gli imputati si dicono “felici” per l’assoluzione. Una foto li ritrae mentre mostrano il dito medio verso il banco della famiglia di Stefano. E come se non bastasse questa forma di barbarie, il Sap, il Sindacato di Polizia, dichiara che “se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze”. Svelando come quelli che avevano in custodia Stefano, e avrebbero dovuto garantirne l’incolumità e la cura, condividono un’idea feroce di giustizia. Venata di razzismo e di odio. Più vicina al tribalismo che alla civiltà del diritto. E lontana anni luce da quella affermata nella nostra Costituzione, che enuncia che “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.”

redazioneIconfronti