Quei giornalisti strapagati a Salerno

Quei giornalisti strapagati a Salerno
di Gino Liguori e Alfonso Liguori

Comune-di-salernoLa romana Nicoletta Ciardullo sarà sicuramente una bravissima professionista.

Come si rileva da un documento pdf recuperabile su internet digitando il suo nome nella barra ricerca di Google, ha ricevuto nel 2013 una collaborazione con l’ufficio stampa dell’Azienda Speciale Palaexpo, “con particolare riguardo della comunicazione verso i mass media (radio e televisioni) per la promozione e la campagna pubblicitaria delle seguenti mostre: ‘Tiziano’ (Scuderie del Quirinale, dal 1 marzo al 16 giugno 2013, ‘Helmut Newton’ (Palazzo delle Esposizioni 6 aprile 21 luglio 2013) e ‘Empire State. Arte a New York oggi’ (Palazzo delle Esposizioni 23 aprile – 21 luglio 2013)”.

È professionista, dunque, abituata a volare alto, e certo nessuno meglio di lei poteva svolgere il compito di diffondere a livello nazionale la visita del critico d’arte Vittorio Sgarbi a Salerno per le Luci d’Artista. Il compenso della Ciardullo, come ormai sappiamo, è stato di € 14.300,00, per un impegno dal 1° al 31 dicembre 2013.

Ma sempre nel contratto recuperabile su internet, ricordiamo, si legge che il compenso della professionista, per un impegno dal 12 febbraio 2013 al 30 giugno 2013 e di € 10.000,00 più IVA. Dunque, circa € 2.000,00 al mese.

Ora, lungi da noi l’esprimere un giudizio morale sui compensi di un libero professionista, che se sa farsi pagare fa benissimo, e ribadiamo il benissimo!, a prendere gli emolumenti che richiede. Ciò che invece ci lascia perplessi è come una “città europea” possa elargire un compenso senza una preventiva informazione, aprendo i cordoni della borsa con tale magnanimità.

Se questo atteggiamento fosse legato al fatto che il professionista “arriva da fuori” sarebbe un pessimo segnale. Altro che “città europea”, sarebbe “provincialismo europeo”. E alla vicenda Ciardullo vanno aggiunti gli 11mila euro elergiti ad Agorà Med di Napoli per l’adeguamento del sito, e ancora quelli dati alla Iride di Torino e a Lucifesta di Pomigliano, e poi ancora ad altri ed altri…

Domanda al sindaco De Luca: ma a Salerno non c’è gente preparata per svolgere tali lavori? Non ci sono professionisti competenti? Non si diceva in campagna elettorale ai giovani di non andare via da Salerno perché ci sarebbero state tante opportunità di lavoro? E Il Comune non ha già un suo ufficio stampa, perché pagare altri professionisti? Forse che Iannicelli e compagni non sono all’altezza del palcoscenico nazionale?

Non vogliamo nemmeno fare il conto della serva su come si sarebbero potuti spendere quei soldi perché tanto le rovine di Salerno sono ormai sotto gli occhi di tutti, ma ci chiediamo se ce ne era necessità e a chi giovava tale necessità?

Un professionista che chiede un compenso e lo ottiene è solo uno che sa fare il proprio lavoro. Andranno prima o poi rilevate le responsabilità di chi gestisce i nostri soldi con tale prodigalità. Ma si sa, Salerno è città longobarda, e noi, per tradizione non possiamo che essere “magnanimi e longobardi” come diceva Totò.

redazioneIconfronti

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